Il Progetto è stato attivato per raggiungere tre obiettivi fondamentali: 1. Il miglioramento di abilità e competenze della dirigenza attraverso corsi di formazione per DS e DSGA. La dimensione europea era poco sviluppata al Liceo Scientifico Oriani e soprattutto le figure dirigenziali avevano bisogno di sperimentare in prima persona come il sistema operi in modo del tutto diverso all’estero e quali sfide i propri colleghi affrontino. L’uso della lingua straniera aveva l’obiettivo di incoraggiare il confronto per portare il cambiamento. 2. Il secondo obiettivo era di miglioramento delle competenze linguistiche. I corsi di lingua avevano il fine ultimo di rendere la scuola un luogo attivo in ambito europeo incentivandone, ad esempio, la partecipazione a competizioni/ progetti internazionali. Importantissimo era il coinvolgimento del personale di segreteria, quale interfaccia con l’esterno. Al momento della partenza del progetto, nessun addetto della segreteria era in grado di leggere, comprendere e rispondere ad una semplice mail in inglese. 3. Il terzo obiettivo afferiva alla didattica e alla metodologia. I corsi individuati e le opportunità di job-shadowing avevano lo scopo di aiutare i docenti a passare ad una didattica più laboratoriale, ad adottare un insegnamento student-centred e, non ultimo, di formare i docenti nell’ambito della metodologia CLIL. Tutti e tre gli interventi avevano come obiettivo il miglioramento dell’apprendimento degli studenti e la loro soddisfazione.
Nonostante non abbia mai avuto esperienze di partenariati Comenius o Erasmus+, il Liceo Oriani qualche anno fa ha intrapreso un percorso di internazionalizzazione che riflette l’entusiasmo di alcuni insegnanti. In questa prospettiva, la formazione del personale è diventata una priorità per diversi motivi: 1. migliorare abilità e competenze della dirigenza scolastica. La scuola ha bisogno di rinnovarsi e progredire assumendo connotazioni europee e accettando nuove sfide. La necessità di cambiamento è riconosciuta da tutti gli attori del contesto scolastico. Un esempio è la sperimentazione tutta italiana di riduzione della scuola secondaria superiore di un anno (come in tutti i paesi europei in atto in diversi istituti). Anche se in molti concordano che non sia la quantità di nozioni a fare la differenza nella cultura di uno studente, ma la sua predisposizione al cambiamento e le competenze che dimostra di avere, purtroppo continuiamo a ragionare come abbiamo sempre fatto e misuriamo la preparazione dei ragazzi per lo più quantitativamente. In questo panorama la frequenza di corsi con colleghi di pari istituzioni poteva essere determinante. Anche l’uso della lingua straniera, importante veicolo di cambiamento, non era intesa solo come competenza in sé, ma anche come facilitatore di un cambiamento di visione e necessario strumento di approccio a buone pratiche ignote 2. competenze linguistiche: corsi di lingua inglese per personale ATA e docenti delle materie scientifiche e storico-filosofiche. Troppi pochi docenti italiani conoscono l’inglese, soprattutto quelli delle materie scientifiche (es.matematica, fisica,…) e storico-filosofiche. La necessità di collaborazioni in un ambito europeo, come ad esempio la partecipazione a progetti di impronta storica o competizioni internazionali (importanti soprattutto per il liceo sportivo) rende invece necessaria una buona competenza linguistica. In generale, la scuola ha bisogno che questi docenti e anche gli ATA migliorino le proprie competenze nella lingua inglese per poi collaborare in ambito europeo (in futuro, il personale ATA dovrà essere in grado di relazionarsi con organismi stranieri, ad esempio con l’ente certificatore Cambridge) 3. metodologia e didattica: corsi strutturati e job-shadowing in scuole partner per alcuni docenti. Si intendeva lavorare al passaggio da lezioni per lo più frontali e “teacher-centred” a lezioni in modalità di apprendimento cooperativo e ad una gestione dei momenti formativi di tipo “student-centred” nelle quali il docente è un moderatore e parla il meno possibile. Anche la metodologia CLIL doveva essere oggetto di formazione. Tutti questi interventi avevano come obiettivo quello di migliorare l’apprendimento e la soddisfazione degli studenti e ridurne gli abbandoni.