STAND UP! - Theatre 4 Inclusion, è il titolo dell’attività di scambio internazionale giovanile, pensata e voluta da due giovani teatranti per passione e professione, che si è concretizzata grazie al supporto di Associazione Culturale Eufemia APS in tutte le fasi progettuali. L’idea delle due giovani performer, che in diversi contesti utilizzano il teatro come strumento per creare comunità e inclusione, era quella di creare un’occasione di confronto tra persone provenienti da diverse realtà e contesti, sul teatro come mezzo principale di inclusione e integrazione; per arricchire il proprio bagaglio di strumenti e buone pratiche, diventare attori protagonisti nel generare il cambiamento e contestualizzando la condivisione in un'ottica Europea. Così è nata la volontà di realizzare uno scambio internazionale, nel quale sono stati coinvolti da Associazione Culturale Eufemia APS i diversi partner che condividono intenzioni e vedute comuni e che hanno esperienza più o meno rilevante nell’ambito teatrale: 100 Portas (Portogallo), Asociación Jovenes Solidarios (Spagna), Dynamo International (Belgio), Fundacja Tworczosci, Edukacji i Animacji Mlodziezy - TEATRIKON (Polonia). Con questo progetto si intendeva valorizzare il teatro nelle sue varie forme, come strumento per lavorare sull’inclusione. Ciò grazie alla sua capacità di consentire alle persone di esprimere la propria creatività, potenzialità ed emozioni in un ambito ludico e leggero, andando oltre i canali più razionali usati nella quotidianità. La sua efficacia risiede nel “far provare”, sperimentare e rivivere, in una situazione protetta, ruoli e vicende personali significative, facilitando il passaggio da “narratori di eventi” a “protagonisti degli stessi”, offrendo nuove percezioni di sé, nuove opzioni comportamentali, nuove verità ed infine avviando un processo di riflessione e trasformazione. I principali obiettivi del progetto: - La promozione della mobilità dei giovani in Europa e l’integrazione culturale: in un contesto di gruppo in cui si creano le condizioni per un ambiente protetto e in assenza di giudizio, l’individuo ha l’occasione di sperimentare la relazione, di incontrarsi e confrontarsi con culture diverse, modi diversi di intendere il “fare comunità”, sperimentando approcci diversi al teatro. - Favorire lo sviluppo della spontaneità e creatività, come elementi chiave nella crescita dell’individuo, che consentano di assumere ruoli nuovi e superare/trasformare in modo creativo i ruoli inadeguati e/o stereotipati. - Favorire lo sviluppo della comunicazione: poiché ogni comportamento ha valore di messaggio (anche il silenzio, la distrazione e l’isolamento costituiscono messaggi comunicativi che influenzano gli altri), la possibilità di imparare a leggere i diversi tipi di comunicazione e a diventare consapevoli della propria comunicazione (verbale e non) permette di instaurare e sviluppare relazioni più profonde. - Sviluppare il problem solving: nell’improvvisazione teatrale occorre gestire l’imprevisto dell'esperienza in atto, rendendolo una risorsa. Imparare a gestire l’imprevisto sulla scena è un’ottima palestra per riuscire a far fronte agli eventi inattesi della vita quotidiana. - Incrementare il benessere: il fine che orienta il Playback Theatre, ma in generale tutte le esperienze di teatro educativo e sociale, è il benessere in senso non prettamente individuale, ma anche sociale. Un benessere soggettivo che rinvia alla percezione del proprio star bene, sostenuto dal rapporto con l’altro, che è in relazione al benessere degli altri e di tutti, in un gioco virtuoso di specchi e rimandi.