DIGITAL MEDIA AND XENOPHOBIA IN EUROPE The European Union has been based, since its creation, on the meeting of cultures, as is well expressed by the motto adopted since 2000, "United in diversity". This vocation has been seriously endangered over the last decade, in which - also following the migration crisis from third countries, as well as the economic crisis - we have witnessed the continuous growth of phenomena such as: - the rise of racist and xenophobic movements in many European countries; - the spread, both in the media and in the political discourse, of "hate speech", speeches and communications that promote hatred and discrimination; - the spread of populist and discriminatory policies. The role of digital media in disseminating narratives and information that feed these visions is ever greater, as underlined by the ECRI annual report, European Commission against Racism and Intolerance (June 2019). OBJECTIVES AND ACTIVITIES The general objective of the project is to help expand knowledge and methodologies about how digital media can foster intercultural dialogue in young Europeans. The specific objective of the project is to carry out an exchange of good practices between partner organizations, concerning this crucial issue. In particular: - 5 Joint Staff Training Events will be carried out in the partner countries, aimed at youth workers of partner organizations, aimed at exchanging good practices on the theme of intercultural dialogue and Digital Media; each meeting will have a specific focus, depending on the host organization, in order to explore different aspects of the project theme; - after each meeting the partner organizations will experiment the methodologies learned by carrying out training and animation activities with young people. Three outputs will also be produced, namely: - a collection of good practices exchanged; - video materials produced by the youngsters within the experimental activities, all concerning the theme of intercultural dialogue and Digital Media (tot. 40 videos and 10 podcasts); - 5 short informative videos concerning the methodologies shared in the practical exchange meetings. IMPACT The expected impact on youth workers participating in the joint staff training concerns, first and foremost, the increase of knowledge and skills on educational methodologies aimed at young people concerning Digital Media and intercultural dialogue. Also the partner organizations, thanks to the increased competence of their staff, will see their educational competences increased in the education of young people linked to Digital Media and intercultural dialogue. The project intends to produce an impact at local, national and European level on this important issue of Digital Media and young people, not only as a development of critical knowledge, but as a focus on the impact of communication that occurs through these media on phenomena such as increased racism and xenophobia among young people. At the same time we want to underline how the knowledge and the diffusion of adequate methodologies can develop in young people a positive use of Digital Media as tool of knowledge and active participation in society, for the promotion of human rights and intercultural dialogue.
L’obiettivo fondamentale del progetto è stato, quindi, coerentemente alle premesse descritte sopra, quello di creare strumenti, basati sullo storytelling e sui media digitali, finalizzati a sviluppare competenze chiave per il dialogo interculturale. Ciò è stato realizzato attraverso uno scambio di buone pratiche tra le organizzazioni partner inerente questa cruciale tematica, creando poi – grazie a tale scambio – degli output di progetto. In particolare, obiettivi concreti del progetto sono stati: - realizzazione di Joint Staff Training Event nei paesi partner, rivolti ad operatori giovanili delle organizzazioni partner, finalizzati a scambiare buone pratiche sul tema del dialogo interculturale e dei Digital Media; ogni incontro ha visto un focus specifico, a seconda dell’organizzazione ospitante, allo scopo di esplorare diversi aspetti della tematica del progetto; - dopo ogni incontro le organizzazioni partner hanno sperimentato le metodologie apprese, realizzando attività di formazione e di animazione con giovani. Altro obiettivo era legato alla creazione di tre output, ossia: - una raccolta delle buone pratiche scambiate; - materiali video prodotti dai ragazzi all’interno delle attività di sperimentazione, tutti inerenti il tema del dialogo interculturale e i Digital Media; - brevi video divulgativi/tutorials, inerenti le metodologie condivise negli incontri di scambio pratiche.
Il progetto è nato dal bisogno di migliorare le metodologie educative che utilizzano i Digital Media per favorire attitudini e competenze inerenti il dialogo interculturale tra i giovani europei. Si tratta di una tematica educativa fondamentale per l’Europa, il cui tessuto sociale è – per definizione – l’incontro di diverse culture nazionali, e visto la sempre maggiore immigrazione anche da paesi terzi. L’importanza di sviluppare una educazione al dialogo interculturale è – oggi – resa ancora più evidente da una serie di fenomeni: - il diffondersi, sia a livello dei media che del discorso politico, di “hate speech”, discorsi e comunicazioni che promuovono l’odio e la discriminazione; - il sorgere di movimenti razzisti e xenofobi in molti paesi europei; - il diffondersi di politiche populiste e discriminatorie. Il ruolo dei media digitali nel diffondere questo tipo di “narrazioni” è sempre maggiore. Di fronte a questo fenomeno si osserva, come avevamo già descritto nell’analisi che ha portato a presentare il progetto – una sorta di dicotomia nel mondo giovanile: - molti giovani in Europa sembrano aderire, in maniera preoccupante a visioni del mondo populiste e intolleranti. Non pochi i giovani che confluiscono all’interno dei movimenti xenofobi e razzisti. Così come troviamo giovani migranti che radicalizzano il conflitto interculturale, e si fanno sedurre da movimenti estremisti. - Nello stesso tempo molti giovani hanno fatto propria la capacità di dialogo interculturale, aderendo quindi ad un’idea di società in cui le diversità coesistono in maniera pacifica e costruttiva. Ciò è sicuramente anche frutto dei programmi di mobilità europea, come Erasmus, che hanno contribuito allo svilupparsi di questa mentalità. Importante anche la presenza sempre più numerosa di giovani europei migranti di seconda generazione, nati e vissuti nell’incrocio tra diverse culture, che incarnano nella loro stessa storia la necessità del dialogo interculturale. Spesso possiamo osservare come questa dicotomia abbia una sua rappresentazione nella comunicazione che avviene attraversi i media digitali, specie nei social, che rappresentano l’ambiente dove i giovani passano ore e ore della loro vita, e che contribuiscono a creare la loro conoscenza del mondo, la loro identità.