Il corso di formazione "Supportive Training On Preventing Extremism" , o semplicemente "STOP-Ex" ha coinvolto 20 operatori giovanili da 10 paesi (programma e partner) in 7 giorni di formazione ad Arma di Taggia, in Italia, in cui hanno affrontato le sfide poste oggi dall'estremismo e radicalizzazione e capito come questi fenomeni prendano di mira i giovani vulnerabili. Il corso di formazione è stato una combinazione innovativa di insegnamento approfondito su metodologie di coaching e di attività all'aperto atte a prevenire la radicalizzazione e la possibile adesione dei giovani a gruppi estremisti e radicalizzati. I segnali in tutta l'UE negli anni successivi alla crisi hanno visto un costante aumento di giovani che si sono uniti a gruppi estremisti e violenti come esplosione di rabbia contro l'Europa, contro la diversità, contro la società, contro le minoranze. Parallelamente la partecipazione dei giovani alle elezioni e alla vita sociale rimane in gran parte una questione prioritaria in molti paesi europei. La migrazione internazionale e la necessaria inclusione di rifugiati e migranti nella società europea è un must per favorire un'integrazione sostenibile e prevenire la radicalizzazione dei giovani. Il coaching è una misura di supporto all'apprendimento usata raramente nell'animazione socioeducativa e spesso scambiata per tutoraggio o consulenza. Noi abbiamo voluto introdurre nelle organizzazioni giovanili la buona pratica di avere una figura di "coach", per monitorare costantemente lo sviluppo e l'apprendimento dei giovani. STOP-Ex è stato un percorso partito dall'esplorazione del coaching come metodologia con la prospettiva di diventare autocoaching e rafforzare la consapevolezza di sé stessi, per poi poter affiancare gli altri e potenziarne la loro consapevolezza attraverso il raggiungimento di obiettivi, soprattutto nei gruppi target, con cui i nostri partner e i loro delegati lavorano, in particolare: giovani a rischio di estremismo e radicalizzazione, che devono affrontare difficoltà sociali ed economiche rifugiati, migranti, giovani con un background socioeconomico svantaggioso altri gruppi emarginati tutti loro hanno in comune il bisogno di empowerment e di essere sostenuti per acquisire maggior fiducia in se stessi e per realizzarsi, ponendo alternative all'odio,che è il trigger primario nel rischio di radicalizzazione. Gli obiettivi di progetto, raggiunti, sono stati: - sensibilizzare sulle somiglianze dei diversi paesi europei (programma e partner) in materia di radicalizzazione ed estremismo - comprendere i benefici di quanto ha fatto finora il settore giovanile in termini di formazione, sostegno tra pari e volontariato - identificare e sviluppare competenze di coaching affinché gli operatori giovanili diventino risorse professionali e necessarie per affrontare sfide - fornire strumenti aggiuntivi alle organizzazioni giovanili per essere e /o diventare attori chiave nelle politiche e nelle azioni di inclusione europee, nazionali e locali - redigere e diffondere un manuale per il coaching nel lavoro giovanile per prevenire la radicalizzazione e l'estremismo. Il programma è stato principalmente rivolto agli operatori giovanili attivi nelle organizzazioni giovanili che si occupano direttamente o indirettamente della questione dei giovani a rischio di affiliazione a gruppi estremisti, ed in particolare agli operatori giovanili e volontari con già una certa esperienza nel sostenere l'apprendimento e l'empowerment dei giovani. Il corso di formazione ha dotato gli operatori giovanili di strumenti che consentono e consentiranno loro di realizzare più facilmente la loro visione e missione nel lavoro socioeducativo con i giovani.