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#RepresentationMatters

2020-1-IT03-KA105-0183772020Youth mobilityfinalized
Countries: IT|PT|FI|BG|RO|DE · Grant: €29,918
EU Citizenship, EU awareness and DemocracyInclusion - equitySocial dialogue

Objectives

Il progetto #RepresentationMatters è stato concepito per discutere e analizzare in maniera critica la rappresentazione delle minoranze nei media europei (sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo), al fine di promuovere una maggiore inclusività nel processo di creazione dell’identità europea. Inoltre, il progetto mirava a fornire ai giovani strumenti per creare delle narrazioni mediatiche alternative, che fossero più inclusive e che andassero a mettere in discussione degli stereotipi consolidati. In tal senso, abbiamo voluto favorire il dibattito tra 45 giovani provenienti da 6 Paesi sull’uso di stereotipi, pregiudizi e discriminazioni nei media nazionali ed Europei. Nell’ottica di un approccio intersezionale al problema, abbiamo deciso di coinvolgere partecipanti provenienti da gruppi minoritari. Con il termine “approccio intersezionale” intendiamo un approccio che, prendendo in considerazione anche la voce di minoranze e gruppi discriminati, analizzi la discriminazione come frutto di fattori contestuali e interconnessi. Il progetto è stato costituito da un APV e uno Scambio giovanile che hanno avuto luogo a Galbiate (LC) presso l’Ostello Parco Monte Barro, gestito da Legambiente Lecco. Abbiamo utilizzato il videomaking come uno strumento per diffondere messaggi sociali, anche in virtù dell’esperienza che No Borders ha sviluppato con il progetto di Capacity Building, finanziato da Erasmus+, “Change Making Tour”. Il progetto, infatti, oltre che ad analizzare le forme di narrazione mediatica già esistenti, mirava a sovvertirle attraverso la creazioni di narrazioni differenti e dal basso, che però utilizzassero comunque la forma del video per raggiungere il pubblico. Gli obiettivi specifici del nostro progetto erano: • Identificare e discutere forme comuni di discriminazione, stereotipi e pregiudizi nei media; • Sensibilizzare alle differenze etniche e di genere; • Sviluppare conoscenze sul tema dell’Hate Speech e una maggiore comprensione dell’impatto delle rappresentazioni nei media; • Favorire lo sviluppo di competenze di video-making e promuovere l’utilizzo del video come strumento sociale; • Creare video e altro materiale utile per le attività di follow-up; • Offrire un'esperienza di apprendimento interculturale e la possibilità di conoscere nuove realtà e stili di vita, attraverso il confronto con culture diverse e l’esperienza del viaggio; • Accrescere nei partecipanti competenze trasversali e gestionali grazie alle attività di educazione non formale e all’autogestione; • Promuovere il programma Erasmus+ e le opportunità offerte dalla Commissione Europea. Gli obiettivi specifici dei singoli partner erano: • Il partner bulgaro “Open Space Foundation” voleva approfondire e diffondere i propri studi e pubblicazioni sul tema dell’Hate Speech; • Il partner portoghese “Mais Cidadania” voleva condividere e perfezionare i propri metodi di visual storytelling in un contesto internazionale; • Il partner finlandese “Oivanki” voleva approfondire e condividere competenze nel campo della fotografia e della comunicazione; • Il partner rumeno “ATIC”intendeva condividere le proprie conoscenze sui diritti umani e approfondire le proprie competenze sull’inclusione, sviluppate in attività educative a livello locale e internazionale; • Il partner tedesco “Dreaming OPEnly”, infine, intendeva soprattutto estendere il proprio network e acquisire maggiori competenze sulla gestione di progetti di questo tipo, essendosi questo gruppo informale da poco affacciato al mondo della progettazione Erasmus+.

Project partners (6)