"ImmiGrade: Stories of integration, social cohesion and territorial development", è un progetto composto da un’APV svolta in modalità on-line il giorno 3 febbraio 2022 ed uno scambio giovanile che ha coinvolto 34 giovani dai 18 ai 25 anni, provenienti da Italia, Spagna, Croazia, Estonia e Grecia, che si è svolto dal 2 all’11 aprile 2022. Il progetto ha affrontato le tematiche relative all’immigrazione in contesti di accoglienza diffusa, con particolare focus sulle problematiche inerenti la mancanza di comunicazione tra migranti e popolazione ospitante, che spesso genera pregiudizio. Ed è proprio dal pregiudizio che si alimentano gravi stereotipi che sono alla base di profonde divisioni all’interno del tessuto sociale. Questo aspetto ha rappresentato l’oggetto di confronto fra tutte le associazioni partner. Attraverso la nostra esperienza di associazione operante in una zona rurale svantaggiata, abbiamo voluto sensibilizzare i giovani partecipanti attraverso una riflessione sul fatto che le piccole comunità siano i contesti che meglio si prestano ad ospitare modelli di micro accoglienza. Questi, negli ultimi anni, hanno rappresentato nel nostro Paese una valida risposta in grado di affrontare i più recenti flussi migratori, diventando un modello studiato in Europa e non solo. Vivere in una piccola comunità, stimola la popolazione locale ad avere un contatto meno superficiale e discriminante con i migranti, “forzando” una conoscenza anche sociale che permetta di superare i pregiudizi. Inoltre tali comunità, spesso colpite dal fenomeno dello spopolamento, attraverso questo sistema possono contare sull’inserimento di nuovi giovani e allo stesso tempo offrono loro le condizioni per vivere in una dimensione più protetta, che paradossalmente può offrire loro maggiori opportunità. ImmiGrade ha voluto dar spazio ad un libero confronto giovanile che è stato rivolto ad accrescere nei giovani partecipanti la consapevolezza di come il pregiudizio, l’odio e la discriminazione siano nocivi per le comunità e di come invece l’integrazione possa diventare un’importante opportunità migliorativa sociale per tutta Europa. Abbiamo voluto far riflettere i giovani sulla necessità di una comunicazione efficace ed empatica, in grado di abbattere le barriere culturali innalzate dal pregiudizio. Le attività di educazione non formale e il teatro sociale hanno contribuito allo sviluppo di un approccio empatico agli argomenti trattati, il che ha permesso a ciascun partecipante di sviluppare una visione personale e rafforzare così le proprie capacità e la propria autostima. Dando ai giovani la possibilità di osservare con i propri occhi la problematica dei territori abbandonati e i risultati positivi dell’accoglienza diffusa in questo tipo di comunità, abbiamo cercato di sviluppare in loro la consapevolezza che l’immigrazione possa essere un ottimo alleato per combattere diverse problematiche sociali, tra cui lo spopolamento. Inoltre, abbiamo voluto creare un ambiente accogliente, che potesse stimolare il confronto interculturale e arricchire così i giovani partecipanti di nuove conoscenze ed esperienze, oltre a favorire la condivisione di nuove idee, opportunità, buone pratiche e bisogni tra le organizzazioni partner.