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Inclusion Though Art

2020-2-IT03-KA105-0191492020Youth mobilityfinalized
Countries: IT|AL|LT|GE|ES · Grant: €16,875
Inclusion - equityCreativity and cultureYouth (Participation, Youth Work, Youth Policy)

Objectives

Questo scambio era nato dal desiderio di noi group leaders dei gruppi giovanili delle organizzazioni partner di progetto di realizzare un progetto europeo, Dopo aver partecipato a diverse mobilità insieme, aver intessuto relazioni amicali e sviluppato competenze di vario genere: interculturali, di educazione non formale, di youth work, gestione di gruppi e di eventi, ed essendo appassionati di arti visive, avevamo deciso di metterci in gioco e chiedere supporto alle nostre organizzazioni per la creazione di uno scambio giovanile tutto nostro. Avevamo deciso di assumercene piena responsabilità, dalla formulazione fino al follow-up, per diventare protagonisti del nostro progetto europeo, non più solo partecipanti ma promotori che danno forma al cambiamento locale attraverso l'Europa; Tra Group Leader avevamo a lungo discusso di quali fossero i bisogni dei giovani dei vari territori, le caratteristiche delle aree in viviamo e le nostre capacità. Avevamo anche tenuto in considerazione come i bisogni dei giovani fossero cambiati in seguito alla Pandemia, quindi la necessità di un ritorno graduale e sicuro alla risocializzazione. Dopo aver analizzato e compreso le sfide presenti e i punti in comune tra realtà apparentemente diverse, abbiamo capito come collegare queste dimensioni e abbiamo voluto sperimentare le soluzioni con il supporto delle organizzazioni con le quali già cooperavamo. Lo scambio "Inclusion Through Arts", #ITArts, voleva utilizzare le arti visive come strumento per l'inclusione sociale, l'empowerment giovanile, la trasformazione degli spazi di comunità, tenendo in considerazione ecologia e rispetto dei diritti umani, lavorando direttamente con sentimenti e percezioni, superando così barriere linguistiche e pregiudizi, permettendo così anche a persone diversamente abili di essere pienamente coinvolte nello scambio. Abbiamo utilizzato le arti visive per promuovere l'inclusione, in particolare quella relativa ai giovani provenienti da aree periferiche, rurali, svantaggiate e ad alto rischio di marginalizzazione e criminalizzazione. Coinvolgendo 31 giovani provenienti da Italia, Spagna, Albania, Lituania e Georgia abbiamo realizzato lo scambio giovanile nella periferia sud di Reggio Calabria, a Bocale. Gli obiettivi erano: • Migliorare l’inclusione sociale dei giovani di aree periferiche, quale espressione di una più piena cittadinanza attiva; • Promuovere l’applicazione di arti visive per potenziare il processo di empowerment individuale e di gruppo; • Promuovere la ri-generazione/decorazione di spazi degradati nell'ambito delle comunità locali; • Individuare opportunità per i giovani all'indomani dell'emergenza COVID19 nell'ambito dello youth work locale; • Promuovere la partecipazione ad esperienze di mobilità giovanile attraverso il programma E+; • Diffondere l’uso dell’educazione non formale quale metodo di apprendimento inclusivo. Volevamo dare la possibilità ai partecipanti di migliorare le proprie capacità di apprendimento e di impatto sul territorio, grazie all’utilizzo di strumenti e linguaggi alternativi. Intendevamo agire per lo sviluppo locale e favorire l’interazione tra le comunità anche nelle zone periferiche aumentando le possibilità di avvio di iniziative di imprenditorialità sociale e la consapevolezza della necessità di intraprendere un percorso di cittadinanza attiva. Volevamo utilizzare gli spazi messi a disposizione dalla comunità e per dar modo agli abitanti di partecipare alle attività sin dalle prime fasi del progetto, facendo così avvicinare i giovani del paese al nostro network informale di giovani, per avviare un processo di empowerment internazionale Volevamo che attraverso l’arte i giovani che abitano l’Europa delle periferie, delle aree rurali e degradate, riuscissero ad esprimersi, a comunicare con il resto della cittadinanza, a sentirsi in qualche modo compresi e pian piano valorizzati e diventassero protagonisti di azioni di cambiamento. Sviluppando questi talenti e aumentando la fiducia in se stessi e nella forza positiva del gruppo, volevamo sviluppare un senso di appartenenza nella società che fosse poi motore per lo sviluppo, in futuro, di attività, anche di imprenditorialità sociale. A partire da questo scambio giovanile volevamo offrire degli spazi ai giovani per scoprire nuove opportunità di sostenibilità tanto nell’ambito dell'educazione di altri giovani, quanto nel miglioramento delle comunità locali e dimostrare quanto questo sia possibile anche nelle aree difficili come quelle periferiche nelle quali noi operiamo.

Project partners (5)