Questo scambio era nato dal desiderio di noi group leaders dei gruppi giovanili delle organizzazioni partner di progetto di realizzare un progetto europeo, Dopo aver partecipato a diverse mobilità insieme, aver intessuto relazioni amicali e sviluppato competenze di vario genere: interculturali, di educazione non formale, di youth work, gestione di gruppi e di eventi, ed essendo appassionati di arti visive, avevamo deciso di metterci in gioco e chiedere supporto alle nostre organizzazioni per la creazione di uno scambio giovanile tutto nostro. Avevamo deciso di assumercene piena responsabilità, dalla formulazione fino al follow-up, per diventare protagonisti del nostro progetto europeo, non più solo partecipanti ma promotori che danno forma al cambiamento locale attraverso l'Europa; Tra Group Leader avevamo a lungo discusso di quali fossero i bisogni dei giovani dei vari territori, le caratteristiche delle aree in viviamo e le nostre capacità. Avevamo anche tenuto in considerazione come i bisogni dei giovani fossero cambiati in seguito alla Pandemia, quindi la necessità di un ritorno graduale e sicuro alla risocializzazione. Dopo aver analizzato e compreso le sfide presenti e i punti in comune tra realtà apparentemente diverse, abbiamo capito come collegare queste dimensioni e abbiamo voluto sperimentare le soluzioni con il supporto delle organizzazioni con le quali già cooperavamo. Lo scambio "Inclusion Through Arts", #ITArts, voleva utilizzare le arti visive come strumento per l'inclusione sociale, l'empowerment giovanile, la trasformazione degli spazi di comunità, tenendo in considerazione ecologia e rispetto dei diritti umani, lavorando direttamente con sentimenti e percezioni, superando così barriere linguistiche e pregiudizi, permettendo così anche a persone diversamente abili di essere pienamente coinvolte nello scambio. Abbiamo utilizzato le arti visive per promuovere l'inclusione, in particolare quella relativa ai giovani provenienti da aree periferiche, rurali, svantaggiate e ad alto rischio di marginalizzazione e criminalizzazione. Coinvolgendo 31 giovani provenienti da Italia, Spagna, Albania, Lituania e Georgia abbiamo realizzato lo scambio giovanile nella periferia sud di Reggio Calabria, a Bocale. Gli obiettivi erano: • Migliorare l’inclusione sociale dei giovani di aree periferiche, quale espressione di una più piena cittadinanza attiva; • Promuovere l’applicazione di arti visive per potenziare il processo di empowerment individuale e di gruppo; • Promuovere la ri-generazione/decorazione di spazi degradati nell'ambito delle comunità locali; • Individuare opportunità per i giovani all'indomani dell'emergenza COVID19 nell'ambito dello youth work locale; • Promuovere la partecipazione ad esperienze di mobilità giovanile attraverso il programma E+; • Diffondere l’uso dell’educazione non formale quale metodo di apprendimento inclusivo. Volevamo dare la possibilità ai partecipanti di migliorare le proprie capacità di apprendimento e di impatto sul territorio, grazie all’utilizzo di strumenti e linguaggi alternativi. Intendevamo agire per lo sviluppo locale e favorire l’interazione tra le comunità anche nelle zone periferiche aumentando le possibilità di avvio di iniziative di imprenditorialità sociale e la consapevolezza della necessità di intraprendere un percorso di cittadinanza attiva. Volevamo utilizzare gli spazi messi a disposizione dalla comunità e per dar modo agli abitanti di partecipare alle attività sin dalle prime fasi del progetto, facendo così avvicinare i giovani del paese al nostro network informale di giovani, per avviare un processo di empowerment internazionale Volevamo che attraverso l’arte i giovani che abitano l’Europa delle periferie, delle aree rurali e degradate, riuscissero ad esprimersi, a comunicare con il resto della cittadinanza, a sentirsi in qualche modo compresi e pian piano valorizzati e diventassero protagonisti di azioni di cambiamento. Sviluppando questi talenti e aumentando la fiducia in se stessi e nella forza positiva del gruppo, volevamo sviluppare un senso di appartenenza nella società che fosse poi motore per lo sviluppo, in futuro, di attività, anche di imprenditorialità sociale. A partire da questo scambio giovanile volevamo offrire degli spazi ai giovani per scoprire nuove opportunità di sostenibilità tanto nell’ambito dell'educazione di altri giovani, quanto nel miglioramento delle comunità locali e dimostrare quanto questo sia possibile anche nelle aree difficili come quelle periferiche nelle quali noi operiamo.