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YouthWork ReHab

2020-2-IT03-KA105-0192622020Youth mobilityfinalized
Countries: IT|DE|PT|EE|EL|PL|HR|ES · Grant: €15,860
Labour market issues incl. career guidance / youth unemploymentOvercoming skills mismatches (basic/transversal)Key Competences (incl. mathematics and literacy) - basic skills

Objectives

"YouthWork ReHab" (YWRH) - il cui sottotitolo è Leading youth(work) toward employment after COVID crisis, ma che per motivi di brevità abbiamo omesso nel titolo - è stato un progetto formativo ed educativo incentrato sulle soft-skills. Le cosiddette soft-skill (competenze morbide) sono un set complesso e trasversale di competenze di interazione tra una persona e le altre persone e/o la situazione circostante. Sono utili per raggiungere con successo obiettivi personali e professionali, attraverso un processo di raggiungimento gradevole, efficace e bilanciato. Si chiamano soft perchè non sono misurabili e nemmeno apprendibili in via teorica, parliamo infatti di creatività, flessibilità, gestione del tempo, etc. Si tratta di talenti innati di cui ogni persona nasce più o meno provvista o incline, tuttavia, attraverso gli eventi della vita, così come con training esperienziali, questi talenti possono essere coltivati, potenziati e resi più efficaci. Coltivare le proprie soft-skills rende una persona più capace di gestire al meglio le situazioni e le relazioni in cui si trova, esse sono ritenute cruciali sia per il lavoro educativo che per il lavoro in generale. Ecco perché il target di questo TC è stato stabilito come gruppo di youth worker che volessero: A potenziare le proprie soft-skills per lavorare meglio a beneficio della qualità della propria vita lavorativa (con i colleghi, con le situazioni difficili, etc.) B trasmettere ai propri educandi strumenti per potenziare le proprie soft-skills per accedere con più chance all’occupazione. Infatti, le soft-skill sono sempre più richieste dal mercato del lavoro e il training course (TC) che abbiamo realizzato si è concentrato sulle 10 più richieste nelle inserzioni lavorative (Udemy’s 2020 Workplace Learning Trends Report, 2019). Eccone l’elenco 1.Growth mindset, 2.Creativity, 3.Focus mastery, 4.Innovation, 5.Communication, 6.Storytelling, 7.Culture awareness, 8.Critical thinking, 9.Leadership, 10.Emotional intelligence. Anche per lo youth work e per l’europrogettazione di educazione non-formale, le soft-skill sono elementi fondanti, basti pensare alla composizione dello Youthpass con le key competences oppure al Competence Model for Youth Workers to Work Internationally. Gli obiettivi specifici di YWRH per i suoi 24 partecipanti sono stati: 1 prendere consapevolezza delle 10 soft-skill più richieste dal mercato del lavoro, 2 sperimentarle come esperienza educativa in assonanza con il Competence Youth Model per lo youth work 3 autovalutare la propria relazione con queste 10 soft-skill e provare ad espanderle 4 acquisire strumenti di NFE per stimolare il proprio target a potenziare le proprie soft-skill per facilitarne l’accesso nel mercato del lavoro. Chiaramente, un progetto pianificato per durare 7 giorni, esclusi i giorni di viaggio, ma che è stato approvato con una riduzione dei giorni di progetto a 5 giorni, travel days inclusi, non può lavorare nello specifico su ognuna delle 10 soft-skill nominate (tra l’altro considerando che una è l’intelligenza emotiva, che oltre a non essere una soft-skill ma appunto una forma di intelligenza, meriterebbe un TC tutto per sè). Si è voluto quindi fare un progetto pilota che le esplorasse nel complesso e nel loro legame reciproco, per vedere poi sia con i partner che con i partecipanti, ma anche con l’evoluzione della crisi del mercato del lavoro, una serie di follow up specifici su 1 o 2 soft-skill, per permettere un lavoro più approfondito. Troviamo importante segnalare che si è voluto che il progetto includesse partecipanti con minori opportunità o comunque professionalmente attivi con giovani dalle minori opportunità o in NEET. Poiché spesso, l’accesso ad un lavoro, aiuta le situazioni di fragilità a rafforzarsi e normalizzarsi. Ecco perchè, se qualunque educatore e qualunque giovane potevano trarre beneficio da questo TC, abbiamo dato priorità alla partecipazione di persone fragili. Segnaliamo, poi, che la crisi pandemica, in particolare le sue misure di contenimento (distanziamento sociale, lockdown) hanno portato a una paralisi del mercato del lavoro, spingendo molti licenziamenti, specialmente dei giovani, essendo spesso i più precari. Per cui il covid ha causato un aumento della disoccupazione giovanile. Un TC che indirizzasse questo problema, sembrava rispondere con assoluta puntualità ad una domanda iniziata da poco quando il training fu presentato, e in pieno svolgimento al momento della sua realizzazione. E così, spieghiamo il nome del progetto, che include la parola ReHab - riabilitazione - proprio per fornire strumenti ai giovani e a chi lavora con loro, per riabilitarsi dalla crisi di disoccupazione in corso, con speciale interesse per chi vive in uno stato di minori opportunità.

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