Secondo una recente ricerca condotta da OSCE-PISA su 35 milioni di quindicenni in 79 diversi paesi, solo uno su 10 riesce a distinguere tra fatti e opinioni; leggendo un testo trattante un argomento ignoto. In italia riesce solo uno su 20. Organismi come Eurostat ed EURead , certificano che i giovani europei leggono assai poco. Tra le varie cause di questo disamore per la lettura, c’è anche il rapporto soprattutto formale che i giovani hanno coi libri. A scuola si legge tutti lo stesso testo e il gusto personale è sacrificato a scelte e risultati di apprendimento pianificati da terzi. Questo può determinare un distacco dalla dai libri, che l’educazione informale può colmare. I libri possono essere infatti usati come fonte d’ispirazione, per creare attività esperienziali, interattive e maggiormente centrate sui bisogni e i gusti dell’individuo (giochi di ruolo, attività di teambuilding, laboratori creativi etc). Il progetto è quindi servito a esplorare le possibilità in quest’ambito, per rafforzare la preparazione degli animatori giovanili. Ciò in funzione di favorire la piena partecipazione dei giovani alle dinamiche sociopolitiche, economiche e culturali della propria comunità. Infatti, una scarsa alfabetizzazione riduce drasticamente la possibilità per i giovani di essere indipendenti. Questo determina una perdita di diritti, occupabilità, inclusione e, conseguentemente, salute psicofisica. Poichè gli animatori giovanili devono prevenire tali rischi, è necessario che siano in possesso degli strumenti adatti a stimolare i giovani, in questo caso, rispetto alla lettura.