Il progetto SPIKE – sport to improve the knowledge of Europe between young people, nasceva dall'idea di due giovani, un professore portoghese, istruttore di educazione fisica ed una youth worker di Viterbo, che si sono conosciuti durante la partecipazione ad un Training Course online sull’inclusione. Il TC, organizzato dall’ ”Archimede foundation youth agency”, è stata l’occasione per imparare come sviluppare dei progetti E+ ed ESC con un alto potenziale di inclusione, sensibili ai bisogni di tutti i ragazzi. Durante il meeting, parlando di inclusione e di progetti europei, i due partecipanti hanno avuto il tempo per simulare un’idea di progetto e hanno deciso di portarla avanti, coinvolgendo delle associazioni delle proprie zone: il Clube Desportivo Mar e Serra di Madeira (new comer) di Madeira e la VBC di Viterbo. Mettendo insieme l’amore per lo sport, le competenze di educazione non formale e la consapevolezza della forza del movimento per promuovere una società basata sul rispetto, la condivisione, lo spirito di gruppo, l’inclusione, il benessere e la disciplina, ascoltando entrambi la volontà di molti dei ragazzi delle proprie associazioni di volersi internazionalizzare prendendo parte a progetti europei, avevano accettato questa sfida e a partire da maggio, con una comunicazione assidua, avevano portato avanti il progetto. I due ideatori, dopo la prima bozza di progetto, avevano contattato degli youth worker, che già conoscevano, coinvolgendo la Youth Ellas (alla fine non ha partecipato allo scambio) e avevano aperto una call, (attraverso le diverse piattaforme online come Saltoyouth) per coinvolgere e scegliere gli altri partner. Partendo dalle esperienze maturate dalle singole organizzazioni e dai bisogni osservati tra i propri giovani il partenariato aveva deciso di strutturare un progetto per partecipanti in età compresa tra i 18-25. Fascia d'età sempre più spesso vittima di isolamento sociale e di fenomeni di vita poco sani. A causa di un alto livello di disoccupazione, spesso dovuto ad un abbandono precoce delle scuole, questa fascia di età, mostrava una scarsa partecipazione alla vita sociale, divenendo assertiva se non complice di comportamenti violenti e di disordini sociali (soprattutto in aree geografiche remote come Madeira dove è presente una forte percentuale di persone provenienti dal sud America non integrata). Figli della spending review, questi giovani sono stati assaliti dal concetto di crisi economica. Essi evidenziano quindi il bisogno di entrare in contatto con persone ottimiste e propositive che siano pronte a mettersi in gioco e a creare dei punti di ascolto nei propri territori che gli consentano di non essere abbandonati e di sperare in un cambiamento, un cambiamento che deve avvenire, non solo nelle principali città europee, ma anche in quelle realtà che si trovano in aree rurali, come Viterbo, in periferie come Alameda, in isole come Madeira, in paesi Extra UE dove spesso non viene nemmeno garantita la parità di genere, come a Baku. Animati da una forte volontà di riscatto sociale e di voglia di affrontare le nuove sfide socioeconomiche, consapevoli della necessità di creare una rete per poter migliorare le cose, i giovani e le associazioni coinvolte (alcune new comer), mettendo insieme tutte le proprie necessità e le proprie competenze, avevano deciso che il progetto SPIKE, doveva avere i seguenti obiettivi: -informare i ragazzi sulle politiche giovanili europee, dimostrando come I fondi EU possano essere utilizzati per progetti con un alto valore educativo, -mettere a punto e condividere delle metodologie educative ad alto tasso di inclusione (verrà svolto anche il sitting volleyball disciplina para-olimpica) dando spazio e possibilità a tutti di crescere e formarsi come individui e cittadini responsabili, -sviluppare le competenze dei ragazzi, rendendoli più competitivi in un mondo sempre più multiculturale, -avvicinare I ragazzi al mondo delle attività ludiche, del gioco e dello sport come mezzi per creare spirito di gruppo e per capire e condividere dei valori fondamentali come il rispetto, l'accettazione della diversità, -creare una comunità giovanile internazionale impegnata e partecipativa che abbia una conoscenza dei valori e dei principi che regolamentano la comunità Europea e le varie associazioni internazionali. Attraverso lo sport e diverse attività (come descritte nel timetable) a livello europeo il progetto cercherà di seguire parte degli 11 obiettivi della Strategia dell’UE per la gioventù ed in particolare di: collegare l’UE ai giovani, diffondere il concetto di inclusione, sostenere i giovani delle aree rurali/aree remote, incentivare l’associazionismo giovanile e garantire il benessere dei ragazzi, portando avanti i principi del programma Erasmus+ che auspica la creazione di una società più inclusiva, con valori Europei comuni e l'utilizzo dell'educazione non-formale per aumentare le competenze dei ragazzi e la loro cittadinanza attiva.