Abbiamo voluto realizzare questo progetto perché crediamo che lo sport sia una grande opportunità di inclusione sociale per i sordi. Attraverso questo progetto si é cercato di affrontare i problemi e le esigenze dei sordi, quindi abbattere le barriere comunicative che ostacolano ancora oggi la pratica dello sport, soprattutto per i più giovani. La nostra associazione da anni si occupa di inclusione sociale di giovani sordi mediante attività sportive. Abbiamo partecipato a numerosi incontri, tornei, campionati e lo abbiamo fatto sempre con molto impegno. Questa volta abbiamo voluto partecipare ad un'esperienza internazionale. Noi sordi spesso siamo esclusi dalla società a causa del nostro "difetto di fabbrica". Per un giovane avere un problema di udito può diventare uno svantaggio sotto tanti punti di vista. Immaginate cosa significa praticare uno sport di gruppo con una persona che non riesce ad ascoltare il suggerimento dell'allenatore, o peggio ancora quello del compagno. Gli obiettivi di questo progetto sono stati quelli di dare l'opportunità ai giovani sordi di essere inclusi nella nostra comunità e ai cittadini di Potenza di conoscere la nostra realtà fatta di tante difficoltà, ma soprattutto da tanta audacia. Per un sordo far parte di un gruppo sportivo è una gioia immensa. Per la famiglia è un raggio di sole in una giornata buia. Far parte di un gruppo sportivo ci allena all'attività di gruppo, al lavoro di squadra, alla condivisione degli obiettivi e ci prepara a relazionarci con gli altri nel mondo del lavoro. Abbiamo voluto conoscere altre associazioni che si occupano di inclusione sociale, condividere con loro le nostre esperienze, capire come vengono affrontati vari problemi in altri Stati. La nuova strategia europea sulla disabilità punta a migliorare l’inclusione sociale, il benessere e il pieno esercizio dei diritti delle persone disabili. Ma é davvero così? Possiamo affermare che anche nei paesi così detti "sviluppati" al giorno d'oggi questi obiettivi sono ancora molto lontani. Qual'è la situazione in Italia e in Europa? Purtroppo ci sono pochissimi report a disposizione sia in Italia che in Europa. Questo la dice lunga sul fatto che non c'è abbastanza attenzione da parte di studiosi, sociologi e medici che possano effettivamente segnalare buone pratiche da seguire. Gli studi condotti in questi ultimi 10 anni mostrano che, nel settore del lavoro, c’è un vasto divario (addirittura in crescita tra il tasso di occupazione delle persone senza disabilità e quello delle persone con disabilità). Il tasso di abbandono scolastico delle persone con disabilità in Italia è esattamente il doppio di quello della popolazione generale. Nel resto d'Europa è leggermente inferiore di qualche punto percentuale rispetto alla media italiana. A questo va aggiunto il quadro specifico di donne e bambini disabili, spesso oggetto di una discriminazione più forte rispetto a quella di cui sono vittime gli uomini. Siamo partiti da questo quadro e ci siamo detti che, grazie a questo progetto, avremmo voluto raggiungere i seguenti obiettivi: - sensibilizzare la gente sul tema disabilità e sui diritti che ogni disabile ha, così come un normo-dotato; - grazie alla pratica sportiva, promuovere integrazione sociale a dispetto della disabilità; - abbattere le barriere comunicative che da sempre separano i ragazzi con disabilità da quelli normodotati; - conoscere una nuova cultura e fare nuove amicizie; - avere più dimestichezza con la lingua inglese; - imparare a confrontarsi su una tematica importante nel rispetto dell'altrui pensiero.