Abbiamo constatato come ad oggi i giovani siano manchevoli di determinate abilità quali: lo sviluppo di un pensiero critico autonomo, l’affermazione positiva di se stessi, la proattività per attivarsi e ottenere qualcosa di concreto nella vita sociale o professionale. Essi tendono anche ad essere passivi quando si tratta di prendere decisioni perché senza una prospettiva di futuro promettente, essi aspettano passivamente che qualcosa accada nella loro vita senza attivarsi in prima persona. Questo si ripercuote anche nelle relazioni interpersonali e nei rapporti con le altre culture. Una situazione simile è ben descritta nel libro "Alice nel paese delle meraviglie", quando Alice chiese al gatto: "Mi diresti, per favore, da che parte devo andare da qui?". Senza un obiettivo specifico, il gatto rispose che non importava quale direzione avrebbe scelto. Alice desiderava arrivare da qualche parte, ma senza precisione. Crediamo che i giovani debbano uscire dal disorientamento e maturare una maggiore capacità di discernimento e di scelta. Se essi impareranno ad essere più intraprendenti, sapranno decidere meglio il proprio avvenire e si apriranno agli altri, in particolar modo al “diverso”, senza difficoltà. Migliorando i rapporti con le altre persone, partendo da loro stessi, innescherà un cambiamento positivo e permanente nella società di appartenenza. La prima cosa di cui hanno realmente bisogno è un incoraggiamento in questa direzione. Infatti fonte d’ispirazione al progetto è il poeta persiano Rumi che invita i suoi lettori a osare per ottenere il massimo dei benefici sfruttando i mezzi a disposizione: “Sei nato con le ali/Non sei fatto per strisciare, quindi non farlo/Hai le ali/Impara a usarle e vola" Nell’accompagnamento dei giovani condividiamo la tipologia di coaching promossa da Tim Gallwey, allenatore di tennis che ha sviluppato un principio negli anni '70: "La consapevolezza di dove sei ora non è sufficiente per realizzare il cambiamento; devi sapere dove vuoi arrivare". Egli aveva ben compreso il vantaggio di trasmettere ai propri allievi la capacità di imparare a conoscere se stessi. Egli notò subito che i giovani si adattavano meglio ai diversi compiti assegnati dopo che avevano appreso il modo per imparare qualcosa in maniera trasversale e non solo come colpire una palla in allenamento. Il progetto che desideriamo avviare si chiamerebbe "You are the world" ispirati dalla canzone di Michael Jackson "We are the world" che è strettamente legata ai temi da sviluppare. Lo scopo di questo progetto è multiplo: Migliorare il pensiero critico dei giovani, le capacità di apprendimento autonomo e sviluppare proattività, senso di iniziativa, fiducia in se stessi e nel proprio avvenire. Migliorare i rapporti interpersonali e imparare a dialogare meglio con le culture diverse dalla propria, senza pregiudizi verso altre religioni e la diversità in generale, favorendo sempre l'inclusione e dei giovani rifugiati in particolare; Per raggiungere l'obiettivo sono stati pianificati i seguenti obiettivi: Comprendere e riconoscere i “limiti” che i giovani si autoimpongono e aiutare loro a superarli in autonomia. Aumentare la consapevolezza di se stessi e dell’importanza della diversità riflettendo sul tema della discriminazione, affrontando anche la questione dei rifugiati. Trasmettere come lavorare su se stessi e diventare culturalmente competenti per riconoscere e apprezzare le componenti della diversità. Approcciarsi al coaching per usarlo nella vita quotidiana e migliorare la capacità di dialogo nei rapporti interpersonali assumendo il controllo delle proprie azioni e pensieri (senza subire la vita passivamente). Migliorare il senso di iniziativa attraverso l'inclusione dei giovani nelle attività della vita quotidiana come cucinare, pulire, organizzare lo spazio del tempo libero la sera, condurre varie sessioni e laboratori. Diffondere la conoscenza del programma Erasmus+ in modo che i giovani e le organizzazioni possano trarne vantaggio. Migliorare le 8 competenze chiave. L'approccio all’apprendimento di questo progetto è partecipativo e incentrato sui giovani. La dimensione dell'apprendimento non formale di alta qualità è l'elemento chiave per l'attuazione del progetto con successo. In questo progetto desideriamo unire l’esperienza delle organizzazioni partecipanti concentrandoci in particolare su quei metodi di educazione non formale legati all'arte e all'educazione all'aperto, dando pari opportunità a tutti attraverso l'inclusione sociale. Il progetto ben si correla agli obiettivi Erasmus+, nello specifico ET2020: trasmettere ai giovani l’importanza dell’apprendimento di competenze di base (digitali e creative) per avviare carriere sostenibili e divenire cittadini attivi. Si prevede il coinvolgimento di 6 partner (38 partecipanti in totale) provenienti da Italia (6 + 1), Lituania (6 + 1), Spagna, Regno Unito, Norvegia e Lettonia.