L’obiettivo principale è volto alla destrutturazione della “mentalità” (a volte strutturata e a volte culturale) per aiutare i giovani ad acquisire la capacità di riconoscere ineguaglianza, ingiustizia, stereotipi e pregiudizi, che possono sfociare in bullismo e cyberbullismo, offrendo strumenti di riconoscimento della problematica sociale per il raggiungimento delle pari opportunità, per i giovani vulnerabili e non, tra i 18 e i 30 anni. Attraverso questo doppio scambio giovanile, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi attivamente e di comprendere che la problematica trattata non è circoscritta alla loro individualità, ma estesa a differenti contesti sociali. Infatti, le attività non formali, soprattutto in un contesto europeo, hanno facilitato lo sviluppo in maniera trasversale competenze sulle tematiche pertinenti, ponendo l’accento non solo sulla condizione di disagio ma anche sulla ricerca di un benessere comune. Le esperienze partecipative hanno coinvolto i/le giovani dall’organizzazione di momenti d’intrattenimento e socializzanti alla realizzazione di progetti comuni dove ognuno ha potuto sperimentarsi in un ruolo attivo. L'educazione ai diritti umani si è presentata come un’attività quotidiana basata sull’apprendimento esperienziale tra pari e sul "learning by doing" con lo scopo di mobilitare competenze ed iniziative che potenzialmente fungono da catalizzatore per l’azione e fonte di sinergie. OBIETTIVI DEL PROGETTO: • Raggiungere giovani con special needs e minori opportunità di essere coinvolti nelle mobilità di apprendimento offerte dal programma Erasmus+; • Promuovere la diversità e il dialogo interculturale, i valori comuni di libertà, tolleranza e rispetto dei diritti umani; • Favorire il pensiero critico e lo spirito di iniziativa dei giovani; • Dotare i giovani di competenze e strumenti necessari per trasferire i valori fondamentali comuni della nostra società, in particolare ai giovani difficilmente raggiungibili, come quelli con disabilità mentali; • Promuovere attivamente la partecipazione dei giovani con disabilità intellettive alle attività di mobilità e l’interazione di gruppi eterogenei di persone con diverse abilità. • Potenziare la cooperazione tra le organizzazioni europee attive nel settore della gioventù, per sviluppare nuove azioni e progetti all’interno di questa cornice.