In coerenza con le linee guida del programma Erasmus+ e della “EU Youth Strategy 2019-2027”, il progetto ha voluto equipaggiare i partner ed i partecipanti con competenze e conosecenze nell'ambito della progettazione socio-culturale e del coordinamento di attività di educazione non-formale focalizzate su iniziative con migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Nello specifico, il progetto ha proposto un corso di formazione con moduli online e residenziali, con lo scopo di raggiungere i seguenti obiettivi specifici: - rafforzare la capacità dei partner per sviluppare progetti rivolti a migranti, rifugiati e richiedenti asilo; - condividere buone pratiche, idee ed esperienze sugli argomenti del progetto; - promuovere la creazione di reti e la cooperazione tra organizzazioni, al fine di sviluppare progetti di qualità; - promuovere la metodologia dell’educazione non-formale come strumento per facilitare l’inclusione sociale, la partecipazione giovanile ed il coinvolgimento della comunità locale nei progetti. Indirettamente, il progetto intende anche fornire un sostegno concreto a migranti, rifugiati e richiedenti asilo attraverso l'attuazione di progetti futuri volti all'inclusione sociale e alla solidarietà internazionale, organizzati localmente dai partner coinvolti nell'iniziativa. Il progetto ha incluso organizzazioni facenti parte della rete del Service Civil International (SCI) alla quale lo SCI Italia appartiene, e ha incluso anche associazioni non appartenenti al movimento (Centro Studi Sereno Regis e Hope for Children). Questi due partner sono stati inseriti nella partnership per aver già collaborato con lo SCI Italia e per il loro interesse alle finalità del progetto. L'idea di fondo si è sviluppata intorno all'elemento geografico dell'area Mediterranea, crocevia delle rotte dei migranti verso il continente europeo. Le coste dei Peasi inclusi nel partenariato (ad eccezione della Bulgaria) sono infatti bagnate dal Mar Mediterraneo. Gli obiettivi progettuali sono stati definiti tenendo conto dei seguenti fattori: - in molti Paesi europei dell’area del Mediterraneo, negli ultimi anni sono stati ridotti drasticamente i servizi previsti per i richiedenti asilo e i rifugiati, una scelta che ha aggravato la precarietà di tanti migranti, aumentando l’insicurezza e ostacolando i percorsi di integrazione; - le restrizioni causate dall’emergenza Covid-19 hanno intensificato i rischi di marginalizzazione ed esclusione sociale delle categorie più fragili, come quelle dei migranti; - partiti e movimenti populisti e di estrema destra in Europa stanno sviluppando una narrativa che etichetta i migranti come una minaccia sanitaria da combattere con ulteriori restrizioni e respingimenti. Alla luce di queste dinamiche, lo SCI Italia e i partner hanno sviluppato ed organizzato il corso di formazione, indirizzato a volontari, membri dello staff, attivisti, educatori e youth worker interessati a mettere in pratiche le competenze e conoscenze in futuri progetti di educazione non-formale a livello locale, adottando l'approccio tipico del Service Civil International, ossia una collaborazione orizzontale con gli attori sociali, inclusiva ed accessibile a tutti.