Siamo di fronte a una crisi della plastica. La pandemia di COVID-19 ci ha mostrato la vulnerabilità di tutto il nostro Pianeta: ha svuotato le nostre città, sconvolto il nostro sistema economico e causato sofferenze e perdite su una scala che va oltre i numeri. Ma ci ha anche mostrato come la resilienza e l'attenzione alla natura possano portare soluzioni. Nonostante l'impatto positivo della pandemia sull'inquinamento atmosferico, il COVID-19 ha peggiorato il problema dell'inquinamento da plastica negli oceani e, secondo The Guardian, è destinato ad aumentare con il passare del tempo: già nella primavera 2020 i sommozzatori dell'operazione Mere Propre hanno trovato un afflusso di "rifiuti COVID" - guanti di gomma impregnati d'acqua, maschere galleggianti e bottiglie di disinfettante per le mani vuote - lungo le rive del Mediterraneo. Tre quarti di tutti i detriti marini sono costituiti da plastica. L'inquinamento da plastica sta diventando una grave minaccia per la salute umana e la sostenibilità ambientale: dalle strade delle grandi città ai ghiacci artici, ha raggiunto ogni angolo del globo, avvelenando le comunità e distruggendo un fragile equilibrio creato negli ultimi miliardi di anni. Come cittadini europei pensiamo di avere il dovere di agire. MOH, insieme a 10 partner, lavorato sui principi per un giusto recupero per elaborare, attraverso "What the Plastic!", richieste, aspettative e azioni per il mondo plastic-free in cui vogliamo vivere. Attraverso il progetto What the Plastic! ci siamo riproposti di sensibilizzare le nostre comunità locali sulla crisi da plastica, ragione per cui abbiamo coinvolto 10 paesi costieri. Per creare il progetto abbiamo interrogato i nostri partner sulle loro esigenze come organizzazioni e quelle dei loro operatori giovanili e abbiamo registrato tali necessità: - avere migliore comprensione della situazione dell'inquinamento da plastica all'interno delle società in cui viviamo, specialmente nelle regioni costiere e diffondere una no-plastic-attitude; - creare di spazi di lavoro plastic-free durante i progetti Erasmus+ e negli spazi giovanili; - fornire competenze nella progettazione e realizzazione di attività educative di apprendimento non formale progettate per i giovani, per rafforzare le loro capacità di diventare cittadini proattivi nella lotta all'inquinamento da plastica e ai cambiamenti climatici. Tali necessità sono state esaudite attraverso il nostro progetto che aveva come obiettivi: -individuare valori comuni e trasformarli in punti focali su cui concentrarsi per creare consapevolezza in merito ai problemi dell'inquinamento da plastica e del cambiamento climatico; -responsabilizzare e collegare 36 animatori giovanili e offrire loro la possibilità di apprendere metodi di educazione non-formale di qualità; -aumentare le conoscenze sull'"azione per il clima" e sulla "vita sott'acqua", sugli SDG 13° e 14° delle Nazioni Unite e sull'importanza delle nostre pratiche in materia di sviluppo sostenibile; -trasformare le pratiche ambientali dell'animazione socioeducativa in un'importante competenza trasversale per combattere i cambiamenti climatici e coinvolgere i giovani con minori opportunità; -promuovere una riflessione collettiva sull'impatto delle nostre scelte sulla salute del nostro ambiente da un punto di vista europeo. Gli obittivi di "What the Plastic"