Participation Needs Debate è un progetto annuale nato su iniziativa di un gruppo di giovani attive presso il Cssr, interessati a fare un 'esperienza di partecipazione sul territorio che permettesse a loro di: -acquisire competenze, conoscenze e attitudini personali per una cittadinanza attiva maggiormente consapevole e - attivarsi concretamente e in un'ottica moltiplicativa per favorire una partecipazione consapevole e una cittadinanza attiva di altri giovani sul territorio. Il progetto nasce da una prima esperienza di attivazione del gruppo giovani promotore nell'ambito del Centro Studi Sereno Regis e in particolare nelle attività di educazione non formali dell'associazione. Questo percorso ha rappresentato un'importante occasione per imparare facendo del gruppo promotore ma anche un'importante possibilità di "uscire fuori dal bozzolo" in cui l'ultimo anno di pandemia aveva rinchiuso tutti loro. Il gruppo è composto principalmente da studenti universitari fuori sede che hanno visto estremamente impoverire la loro esperienza di vita con l'Università in didattica a distanza, poche possibilità di socializzare, di conoscere il territorio in cui stavano studiando, di confontarsi e progettare con altri giovani, alcuni addirittura hanno rinunciato al loro percorso di indipendenza ritornando a casa. Le attività svolte presso il Centro Studi Sereno regis hanno rappresentato, in questo frangente, un importante spazio di attivazione sociale, culturale e relazionale, un luogo in cui imparare facendo, confrontarsi con la realtà locale ma anche interfacciarsi a una dimensione europea. Il progetto nasce quindi dal bisogno di dare continuità ad un'attività di partecipazione, che prima era fortemente incardinata nelle azioni associative mentre ora assume una spinta e dimensione autonoma, su iniziativa del gruppo giovani e sulla loro personale lettura dei bisogni del contesto. Le attività portate avanti dal gruppo promotore raggiungono un gruppo di 15 coetanei (19-25 anni) che presentano lo stesso bisogno: trovare uno spazio in cui farsi stimolare e stimolare, in cui confrontarsi, in cui partecipare e attivarsi concretamente sul territorio, in cui riprendersi degli spazi di apprendimento, non formali ma comunque riconosciuti e certificati. Per entrambi i gruppi l'ambito di attivazione è l'esercizio della partecipazione democratica che ha a nostro parere, come nucleo centrale, il saper so-stare in un DIBATTITO democratico. Il dibattito è quindi l'approccio che accompagna tutto il progetto e imparare a dibattere nei suoi due elementi compositivi, sapersi costruire una opinione documentata e saper comunicare in una forma nonviolenta con l'altro, rappresentano la base per la simulazione del processo democratico. Imparare a so-stare nel dibattito significa imparare a riconoscere la complessità delle opinioni, non lasciarsi polarizzare dauna comunicazione violenta, contrastare disinformazione e manipolazione, ripettare L'Altro e immaginare soluzioni costruttive e non divisive per il futuro della nostra società. Infine vi è un terzo target del progetto, 50 adolescenti fra i 14 e i 19 anni, se per i giovani adulti la chiusura ha impedito un arricchimento dei propri orizzonti e la possibilità di attivarsi, gli adolescenti invece sono stati privati della possibilità di relazionarsi con l'alterità, soprattutto di opinioni, il risultato è una crescente polarizzazione delle opinioni, una scarsa capacità di dialogare e di mettere in discussione il proprio punto di vista, un'estremizzazione dei propri valori e una profonda sfiducia nel processo democratico visto come lento, inefficace e indeciso. Il progetto in questo frangente, offre un approccio per imparare a relazionarsi positivamente con la diversità delle opinioni, uno spazio in cui esprimersii e farsi ascoltare dopo essersi documentati nel pieno rispetto delle opinioni altrui e con una crescente capacità di ricercare gli aspetti in comune, le dimensioni di compromesso e riconoscendo l'altro. Offre insomma una simulazione dell'esperienza di partecipazione democratica: il confronto nonviolento fra visioni del mondo. Il progetto offre quindi la possibilità di: - simulare, di fatto di vivere, un'esperienza di partecipazione democratica, a partire dal suo nucleo centrale, il DIBATTITO, di farlo in un contesto di scambio e confronto fra giovani provenienti da gruppi diversi, -partecipare direttamente per sensibilizzare altri ai principi della cittadinanza attiva; -costruirsi un'opinione su temi divisivi e imparare a documentarsi costrastando così fake news e hate speech; - riacquisire fiducia nel processo democratico e nelle istituzioni rappresentative e comprenderne il funzionamento. Per il CSSR accompagnare la realizzazione del progetto significa: ricostruire un contatto con i giovani del territorio, le loro visioni e i loro bisogni, dopo un anno di distanziamento; contribuire a sviluppare un modello di intervento educativo non formale attorno al tema delle opinioni polarizzate