Con l'attuazione del progetto EM-CITY si è mirato a: - incentivare le interazioni tra autorità locali, operatori di protezione civile, giovani, esponenti di comunità rappresentative e altre persone che possono essere utili durante le situazioni di emergenza; - incentivare il ruolo dei giovani come "ponti interattivi" tra gli operatori di protezione civile, le autorità locali, le comunità non CALD e CALD, i gruppi di cittadini e altri attori chiave del territorio; - promuovere l'impegno civico, la cittadinanza attiva, i valori della protezione civile, le competenze di gestione delle emergenze tra i giovani della comunità locale; - diffondere la consapevolezza dei problemi di comunicazione in caso di emergenza (e la creazione di soluzioni) tra gli stakeholder (che coinvolgono persone CALD e non CALD, operatori di protezione civile, autorità locali) e la comunità locale.
Il progetto EM-CITY è stato presentato per rispondere alla necessità di una gestione efficace delle emergenze nella società civile che hanno conseguenze sociali significative e richiedono necessariamente che l’accesso ai servizi e alle informazioni avvenga in maniera egualitaria per tutti. Durante la pandemia la comunicazione limitata tra i gruppi locali e le autorità di gestione dell'emergenza è emersa quale sfida importante, evidenziando la necessità di strategie proattive per coinvolgere le comunità culturalmente e linguisticamente diverse (CALD). La pandemia ha anche sottolineato il prezioso ruolo dei giovani con competenze digitali, che spesso hanno saputo mantenere rapporti migliori con i loro coetanei locali. Per colmare il divario di comunicazione tra la popolazione locale, le comunità CALD e le autorità di gestione delle emergenze, si è rivelata essere necessaria una formazione per i giovani, affinché fungessero da ponte interattivo a titolo volontario. Inoltre, è stato necessario creare canali di comunicazione tra gli stakeholder e le comunità locali per migliorare la risposta e la prontezza di risposta alle emergenze in generale.