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Well-being Squad - Mission: Learning

2021-2-IT03-KA152-YOU-0000405602021Mobility of young peopleongoing
Countries: IT|PL|DK|ES · Grant: €25,033
Physical and mental health, well-beingNew learning and teaching methods and approachesPromotion of alternative forms of participation

Objectives

Il progetto “Wellbeing Squad - Mission: Learning” è stato progettato da Associazione Eufemia con la partecipazione attiva di un gruppo di giovani studenti delle classi prime e seconde dell’istituto Agnelli di Torino all'interno di un intervento di educazione non formale, che ha definito i temi specifici su cui concentrarsi e gli obiettivi da raggiungere nei mesi di Luglio e Settembre 2021. In particolare, gli obiettivi che erano stati identificati in sede di application sono i seguenti: 1) Aumentare la consapevolezza dei giovani rispetto ai diversi metodi educativi, focalizzandosi sull'educazione non formale; Questo obiettivo è stato sicuramente raggiunto: la maggior parte dei partecipanti era alla sua prima esperienza di scambio internazionale e si è affacciata al mondo dell’educazione non formale proprio in questa mobilità. Durante il periodo di preparazione pre-mobilità e durante lo scambio con un workshop gestito dall’organizzazione partner spagnola i partecipanti hanno scoperto e affrontato le differenze fra educazione formale, informale e non formale. Questo ha permesso al gruppo di avere una maggiore consapevolezza dei diversi metodi educativi e di riflettere insieme su quali siano i pro e i contro di ciascun metodo. 2) Condividere buone pratiche per affrontare i temi della salute mentale, con un focus particolare sul contesto di apprendimento dei giovani; Il tema della salute mentale è stato centrale durante tutto il periodo di mobilità. In particolare, per raggiungere questo obiettivo, sono stati introdotti alcuni metodi e strumenti per facilitare il dialogo sul tema, come la ruota delle emozioni di Plutchik. Dato che il tema dell’apprendimento ha fatto da cornice a tutto lo scambio, spesso si è parlato di come si viva l’esperienza scolastica a livello emotivo e relazionale. Proprio partendo dall’esperienza di ciascuno, inevitabilmente, si sono condivise delle buone pratiche per gestire delle situazioni stressanti o difficili nell’ambiente scolastico. Oltre alla condivisione informale, nei workshop, si è sempre dato lo spazio per il confronto con il supporto di facilitatori adulti, che hanno fornito ulteriori chiavi di lettura per affrontare il proprio malessere o un ambiente scolastico avvolto da dinamiche negative. 3) Scoprire le opportunità di mobilità e formazione disponibili per i giovani fornite dalle istituzioni dei vari paesi e dall'UE; Questo progetto di mobilità internazionale, è stato il primo per la maggioranza dei partecipanti ed ha introdotto i suddetti ai progetti proposti dai programmi per i giovani promossi dall’Unione Europea, suscitando curiosità e interesse nonostante la giovane età dei partecipanti. L’80% dei partecipanti ha dichiarato di voler partecipare ad ulteriori progetti di mobilità giovanile tra cui un altro progetto di scambio giovanile o progetto di volontariato europeo. 4) Acquisire conoscenza sui diversi sistemi scolastici in Italia, Spagna, Danimarca e Polonia; Il tema del confronto fra diversi sistemi scolastici è stato un tema particolarmente apprezzato e coinvolgente, poiché la maggioranza dei partecipanti era particolarmente incuriosita dal sapere come in altri paesi venissero gestite le ore scolastiche e quali attività fossero proposte. Il confronto è andato anche molto in profondità, permettendo ai partecipanti di poter credere che un altro sistema e che il cambiamento all’interno delle istituzioni scolastiche siano possibili. 5) Creare uno spazio di confronto sullo sistema scolastico ideale, basato su bisogni e aspirazioni dei giovani; L’intero periodo di mobilità è stato incentrato sul confronto fra diversi sistemi scolastici, cercando di indagare quali aspetti siano più o meno benefici al benessere e alla salute mentale dei giovani studenti. Ci siamo concentrati sul rapporto con gli insegnanti, cercando di capire quali sono le caratteristiche ideali che si cercano in questa figura professionale inevitabilmente di riferimento. Alla conclusione del progetto, sicuramente, ciascun partecipante ha sviluppato una consapevolezza nuova e innovativa su come vorrebbe che la scuola fosse, trovando delle basi comuni all’interno dei gruppi di partecipanti. 6) Apprendere e sviluppare degli strumenti per prendere voce sui temi elencati. I partecipanti, insieme alle organizzazioni partner e ai group leaders hanno individuato delle modalità concrete di azione con le quali condividere con altri gruppi di giovani i temi trattati durante il progetto. Allo stesso tempo, si sono fortemente anche sviluppate le capacità di espressione su questi temi: come si comunicano le emozioni? Con chi ne posso parlare? Tutti i partecipanti hanno rafforzato le proprie capacità di espressione, fornendosi anche di nuovi strumenti come quelli della discussione in gruppo e della scrittura condivisa per produrre i materiali di disseminazione.

Project partners (4)