Il piano attività realizzato è nato dall’analisi del nostro territorio (Prov. di Lecce) ricco di contraddizioni e criticità più evidenti rispetto ad altre regioni d’Italia: carenza di opportunità culturali, educative e ricreative per i giovani; tasso di disoccupazione giovanile altissimo, fenomeno dei NEET, carenza di spazi di partecipazione e sfiducia verso le istituzioni. I contesti di degrado e povertà, infatti, provocano fenomeni d’intolleranza, razzismo e bullismo che si trasformano in aggressioni fisiche e virtuali contro coloro che “sembrano diversi”. Nella stessa logica, abbiamo coinvolto partner nei nostri progetti che presentano le medesime condizioni di contesto e sono stati in grado di coinvolgere giovani in situazione di svantaggio. Abbiamo prestato, infatti, attenzione al coinvolgimento di giovani con minori opportunità: in situazione di disagio sociale ed economico, che vivono in territori periferici, ovvero giovani in situazione di povertà educativa; disoccupati e/o NEET. È necessario intervenire sui giovani che saranno donne e uomini di domani, per facilitare un processo di cambiamento e consapevolezza, in grado di supportarli nella ricerca di un futuro migliore. Sono stati coinvolti anche giovani migranti o richiedenti asilo, essendo la Puglia soggetta ad ingenti flussi migratori. Vision e Mission di Mediterranea e dei partner convolti hanno determinato l’impegno a diffondere la conoscenza dei programmi europei e dei valori che essi intendono promuovere, agendo per la diffusione di una cultura della solidarietà sociale e la creazione di spazi maggiormente inclusivi e partecipativi per i giovani, dove possano esprimersi e arricchire il loro bagaglio culturale e sociale. Per tali ragioni, abbiamo realizzato il nostro piano attività strutturato in tre mobilità in cui i giovani sono stati protagonisti indiscussi ed hanno avuto modo di esprimere le loro opinioni e collaborare attivamente su temi rilevanti a livello europeo, quali: dialogo interculturale, razzismo e non discriminazione, pari opportunità, diritti sociali e civili, tolleranza e rispetto degli altri e ambiente. Mediante le attività di scambio volevamo che i giovani acquisissero gli strumenti e i valori per poter ricostruire un tessuto sociale alla luce di quei principi, che intendessero la diversità come ricchezza e non come difetto, in cui potessero sentirsi maggiormente cittadini europei. Abbiamo realizzato delle attività in cui la conoscenza e la cultura costituissero un presupposto della partecipazione politica e sociale. Abbiamo offerto tre percorsi di mobilità transnazionale, basati su metodologie di educazione non formale e la peer education, per perseguire i seguenti obiettivi: educare all’interculturalità e al rispetto reciproco; rafforzare il sentimento europeo; rafforzare le competenze dei giovani; favorire l’incontro e la conoscenza; creare e consolidare reti; avviare nuovi spazi di partecipazione; favorire l’inclusione di soggetti svantaggiati; rendere i giovani protagonisti, rafforzare l ‘autostima e favorire processi di responsabilizzazione; diffondere i principi della parità di genere. Gli obiettivi appena descritti sono stati attivati trasversalmente in ogni mobilità posta in essere, seguendo uno schema che ha previsto la realizzazione di: attività di educazione interculturale, tese alla conoscenza delle diverse culture europee e a stimolare la cultura e il rispetto della diversità, nonché favorire il dialogo e la partecipazione; avvio di percorsi tematici di coinvolgimento attivo dei giovani mediante l’uso di metodologie alternative e innovative; Laboratori ricreativi per incrementare nei giovani la consapevolezza delle proprie capacità e dei propri talenti.