Proprio dalla nostra Costituzione, dal suo articolo 11, viene un insegnamento di pace e di sovranazionalità che costituisce un modello per l’Europa e per il mondo. Dobbiamo pensare all’Europa come alla nostra casa. Non girarla da turisti, ma viverla da cittadini. Imparare le lingue e la storia degli altri paesi. E’ dai giovani che dipende il futuro dell’Europa! Pensiamo che questa frase esplichi in maniera chiara la motivazione che ci ha spinti a scrivere il progetto. L'Italia, come altri paesi Europei, vive questo nuovo millennio in un clima di crescente migrazione e di presenze di mondi, culture e credi diversi fra contesti locali che si arricchiscono di lingue, profumi, sapori e colori dalle provenienze più svariate. Nell'attuale quadro sociale, l'incontro con l'altro con il “diverso” non è più limitato ad episodi sporadici, ma rientra nelle situazioni di vita quotidiana. Tuttavia, il fenomeno migratorio, che rappresenta di per sé un'opportunità di arricchimento, è troppo spesso accompagnato da campagne mediatiche che promuovono la paura ed il sospetto per tutte le diversità, diffondendo messaggi che stigmatizzano intere popolazioni sulla base di comportamenti individuali. Ne consegue il relativo inserimento sociale della popolazione immigrata nel nostro contesto, caratterizzato da una significativa distanza fra quest'ultima e la popolazione autoctona. L'implementazione di una politica sull'immigrazione, mirata all'inserimento dignitoso di chi vive nel territorio, deve partire dal riavvicinamento di tale distanza sociale anche attraverso la creazione di uno spazio alternativo che permetta di educare sia i giovani che gli adulti alla conoscenza e al rispetto delle diversità che sono entrate a fare parte del nostro quotidiano, per creare uno spirito di accoglienza, mutua accettazione, scambio e arricchimento di valori. Attraverso il riconoscimento dei valori comuni si possono superare le differenze culturali e si può creare un canale di comunicazione che aiuti gli immigrati a integrarsi. In un quadro internazionale in grande evoluzione e dalle caratteristiche ancora non ben delineate con i conflitti internazionali che spingono grandi masse verso l'Europa, è sempre più forte la necessità di contribuire con una convinta e approfondita azione educativa e culturale allo sviluppo di una Unione. Solo in questo modo si può costruire un dialogo vero e una civile convivenza: combattendo il pregiudizio, l'intolleranza e gli egoismi tipici, che si nutrono dell'ignoranza e della scarsa conoscenza dell'altro. L'obiettivo centrale di questo progetto è incoraggiare i giovani a diventare cittadini attivi, proprio in un momento in cui il disinteresse e la mancanza di informazione rischiano di far sprofondare le nuove generazioni nel disimpegno civile e nell'intolleranza. Ecco perché a partecipazione, il dialogo tra popoli e lo scambio culturale diventano azioni centrali per costruire persone capaci, attraverso il sistema della democrazia partecipativa, di contribuire al progresso dell'Unione.