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All about Lilith and other rebel girls

2022-1-IT03-KA152-YOU-0000660452022Mobility of young peopleongoing
Countries: IT|RS|ES|PT · Grant: €34,340
Creativity, arts and culturePromoting gender equality

Objectives

"Le parole sono pietre", scriveva Carlo Levi. Accade, dunque, che le parole possano diventare dure e pericolose come pietre, se usate per colpire. Le parole, le frasi e tutto il nostro dire, producono una serie di effetti non solo su chi ascolta, ma sull’intera società, perché la lingua è il collante che unisce le comunità, che crea legami, che costruisce rapporti. Il linguaggio, inteso nel senso più vasto del termine, ovvero nelle sue innumerevoli forme espressive, è molto di più di un idioma: è espressione del pensiero e dei sedimenti culturali, religiosi e folkloristici che trascina con sé e che si sono stratificati nel tempo. Di conseguenza, il linguaggio è anche il luogo in cui si annidano i pregiudizi, gli stereotipi, i tabù. Andando più a fondo si apre davanti ai nostri occhi il drammatico baratro del sessismo linguistico. Il linguaggio sessista non riguarda solo la sfera verbale e non verbale, ma è fittamente intrecciato alla violenza di genere, argomento che ha orientato la ricerca tra le associazioni partner, una violenza che pervade drammaticamente ogni ambito della società contemporanea, senza limiti culturali o geografici e che in alcuni luoghi è più aderente di altri. Pertanto, individuare i luoghi in cui il linguaggio sessista si è radicalizzato diventa fondamentale, necessario, urgente. Il progetto "All about Lilith and other rebel girls" è stato diviso in 2 ambiti: 1) Analisi del linguaggio sessista su 3 livelli: storia, mente e iceberg della violenza di genere. 2) Il tema ha riguardato i luoghi della comunicazione in particolare il web, considerato la nuova agorà, e i mass media. Sviluppando il filo conduttore attraverso questi spazi pieni di linguaggi sessisti, i partecipanti sono diventati consapevoli e dotati di conoscenze sui territori del possibile cambiamento: prima di tutto l'educazione e, in particolare, l'educazione di ragazze e ragazzi, donne e uomini del futuro, a cui affidare la svolta decisiva che metta fine all'asimmetria e alla violenza di genere. Il progetto ha svolto un intervento efficiente e ad ampio raggio per combattere la discriminazione e la violenza di genere, sia visibili che invisibili, e promuovere i diritti umani, soprattutto tra i giovani. L'obiettivo principale del progetto è stato quello di rafforzare le conoscenze e le competenze e creare consapevolezza sulle questioni di genere attraverso un approccio interculturale incentrato sul discente. Il progetto ha agito soprattutto sul versante della riduzione della discriminazione attraverso interventi preventivi. A tal fine, 38 giovani sono diventati più consapevoli delle questioni di genere e 8 educatori/operatori giovanili hanno migliorato le proprie competenze pedagogiche per fornire ai giovani modelli educativi utili a prevenire e contrastare la disuguaglianza di genere. Da un lato è stato necessario intervenire con un'attività informativa, sensibilizzando i giovani e la comunità sulle problematiche legate alla discriminazione di genere, alla violenza e al linguaggio sensibile al genere, dall'altro è stato necessario intervenire attraverso la formazione degli operatori che lavorano con i giovani. Per garantire che queste azioni avessero un impatto importante, abbiamo continuato ad aumentare le azioni della rete internazionale per rafforzare l'implementazione delle strategie di cooperazione e delle metodologie comuni alle buone pratiche esistenti.

Project partners (4)