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Sexuality and disability: let's talk about it!

2022-1-IT03-KA153-YOU-0000545482022Mobility of youth workersfinalized
Countries: IT|NL|TR|SE|ES|GE|RO|HU · Grant: €27,313
DisabilitiesKey competences developmentQuality and innovation of youth work

Objectives

L’idea è nata a seguito di esperienze progettuali pregresse, in cui più volte i giovani partecipanti hanno posto quesiti inerenti la sessualità e, talvolta, gli operatori non si sentivano adeguati per fornire risposte, sia sul piano contenutistico che su quello relazionale - comunicativo. La disciplina sessuologica è ancora in parte inesplorata e sconosciuta. La complessità dell’argomento “sessualità” ci ha portati a riflettere sull’importanza primaria della percezione identitaria dei soggetti, della rilevanza delle dimensioni di desiderio e fantasia, quindi del rapporto con il proprio corpo, mezzo attraverso cui si esprime l’agito sessuale. Il confronto con esperti del Centro Italiano di Sessuologia ha consentito di individuare gli obiettivi specifici su cui è possibile operare a un primo livello di formazione per operatori giovanili, considerando le variabili di replicabilità del progetto nei contesti nazionali. Le persone con disabilità hanno gli stessi diritti delle altre persone in tutti gli ambiti della vita, inclusi quelli della sessualità. L'articolo 23 dell'UNCRPD (The United Nations Convention on the Rights of Persons with Disabilities - Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità) è dedicato alla "dignità per la casa e per la famiglia". Le persone con disabilità possono costruire una famiglia, decidere di avere figli e ricevere un'educazione sulla sessualità. Per creare le condizioni affinché questi risultati possano realizzarsi, non è necessario educare soltanto i disabili, ma anche professionisti, caregiver ed educatori per adulti. L'educazione sessuale inizia con lo sviluppo del concetto di sessualità nei bambini e prende la sua forma finale durante l'adolescenza. Anche la cultura, la tradizione, la religione, la legge, l'economia e in generale i valori dell'educazione sessuale nella società e nella famiglia porta allo sviluppo di una diversa comprensione della sessualità. Garantire che l'individuo completi tutte le aree di sviluppo e diventi indipendente è il risultato da raggiungere. Indipendenza significa prima di tutto trasmettere all'individuo che il proprio corpo "è inviolabile". Oggi, l'inviolabilità fisica delle persone con disabilità è a rischio, soprattutto nei più fragili e questo li espone al rischio di molti abusi. L'aumento delle notizie sugli abusi sessuali sulle persone con disabilità sia nel nostro paese che in Europa dimostra che non c'è un sostegno sufficiente nel campo dell'educazione sessuale. In particolare, le persone mentalmente disabili possono accettare una proposta di rapporto sessuale senza la consapevolezza che possono essere sfruttate sessualmente a causa della mancanza di giudizio e valutazione. Tutto ciò le lascia vulnerabili e indifese. Durante il progetto, gli operatori giovanili hanno affrontato le tematiche della sessualità nei giovani in generale e nei giovani con disabilità, sia cognitiva che non, per acquisire maggiori competenze ed essere di supporto ai giovani e consentire loro di sentirsi più a loro agio nelle relazioni personali. Il progetto ha voluto raggiungere obiettivi specifici e concreti: 1- Insegnare ai partecipanti le fasi dello sviluppo del desiderio sessuale e del comportamento/agito sessuale, sia nei giovani normodotati che a seconda del tipo specifico di disabilità (disabilità mentale, sindrome di Down, disturbo dello spettro autistico, disabilità multiple sia visibili che invisibili) e quali sono i punti fondamentali nello sviluppo dell'identità sessuale positiva. 2- Insegnare ai partecipanti le competenze sociali relative all'identità sessuale. 3- Dare ai partecipanti la possibilità di preparare un programma di educazione sessuale individuale per le persone con ritardo cognitivo. 4- Insegnare ai partecipanti nuovi metodi e tecniche nell'educazione sessuale con giochi di ruolo, uso della tecnologia e altri strumenti di apprendimento non formali. Il progetto ha raggiunto gli obiettivi prefissati grazie alle attività implementate, al profilo dei partecipanti e all'esperienza del partenariato che è stato strutturato con attenzione e ricerca di esperienze complementari che fossero utili ad affrontare la sessualità nei giovani disabili con competenze scientifiche, studi ma anche esperienze di vita e testimonianze pratiche. Nelle prossime sezioni sintetizzeremo quanto abbiamo fatto durante il progetto, descriveremo i benefici per i partecipanti, le attività di disseminazione organizzate all'interno di Istituti scolastici e l'impatto sulla comunità locale e sulle associazioni nostre stakeholder che si occupano di giovani con disabilità fisica e cognitiva dai 5 ai 25 anni circa.

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