Abbiamo deciso di portare avanti questo progetto perché essere una persona sorda LGBTQ+ comporta una serie di sfide uniche che possono essere difficili da gestire e che possono avere un impatto sulla salute mentale. Le persone LGBTQ+ sorde sono una minoranza all'interno di una minoranza, il che significa che spesso lottano per trovare il loro posto e sentirsi accettati all'interno delle comunità sorde e LGBTQ+. Le persone D/Deaf (il termine Sordo con la "S" maiuscola si riferisce a quelle persone Sorde che si sentono parte di una comunità linguistica e culturale, mentre il termine Sordo con la "s" minuscola si riferisce a coloro che hanno un deficit uditivo ma non si sentono parte della comunità) che fanno parte della comunità LGBT+ (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e in ogni caso con un'identità di genere non-cisgender e/o un orientamento sessuale e/o sentimentale non etero) sono troppo spesso vittime di una doppia discriminazione. Per questo motivo, la questione della loro sessualità è profondamente seria e deve essere affrontata con sensibilità e onestà. La consapevolezza di sé e l'integrazione della propria identità, anche se stigmatizzata e giudicata negativamente da se stessi e dagli altri, sono i presupposti per l'attivazione di percorsi legati alle risorse e non agli ostacoli. Questo scenario sembra essere legato a un maggiore senso di autoefficacia e di costruzione di percorsi professionali all'interno di un progetto scelto, anche se nei limiti dettati dalla condizione di disabilità. Proprio in virtù di questo principio, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riconosce il diritto di tutte le persone di essere informate e di veder rispettati i propri diritti sessuali, di raggiungere il più alto livello possibile di salute sessuale, di ricevere e diffondere informazioni sulla sessualità, di ricevere un'educazione sessuale, di veder rispettata la propria integrità fisica, di scegliere il proprio partner, di decidere se essere sessualmente attivi o meno, di impegnarsi in relazioni sessuali consensuali, di scegliere il matrimonio consensuale, di decidere se e quando avere figli, di cercare una vita sessuale soddisfacente, sicura e piacevole. Questo suggerisce l'importanza di un lavoro che esplori contemporaneamente l'essere disabile e l'essere parte della comunità LGBTQ+ per promuovere percorsi e strutture orientate alle risorse in cui si sentano a proprio agio nel vivere la propria sessualità in modo consapevole. Per questo motivo, è importante formare operatori giovanili in grado di fornire alle comunità LGBTQ+ sorde informazioni utili, consigli e supporto a chiunque ne abbia bisogno, oltre che un luogo sicuro dove incontrare gli altri. Gli obiettivi del progetto erano: 1) aumentare la consapevolezza della presenza di persone LGBTQ+ sorde e delle sfide che devono affrontare. 2) Fornire strumenti tematici e metodologici per lavorare con questo gruppo target. 3) Imparare la terminologia corretta (parlata e firmata) per riferirsi a queste comunità. 4) Condividere buone pratiche innovative per l'inclusione delle persone LGBTQ+ sorde, 5) Identificare le più efficaci e adattarle a livello locale. 6) Promuovere un metodo di lavoro che sia intersezionale e che porti alla cooperazione intersettoriale. 7) Produrre un kit di strumenti con informazioni rilevanti su come supportare le comunità LGBTQ+ sorde.