O1. Definizione di modalità positive e negative nell’uso delle tecnologie, in tal senso abbiamo bilanciato una serie di valutazioni tra competenze verdi e digitali, di educazione alla globalità ed aspetti sociali (dalle fake news all’attivismo digitale, a socialità digitale ecc). O2. Sviluppo di un programma di formazione misto, tra attività “connesse” (cioè con l’ausilio delle tecnologie) e attività “disconnesse” (cioè senza l’ausilio delle tecnologie), rispondendo a esigenze di educazione digitale e ambientale. O3. Rafforzare il senso di iniziativa giovanile, tramite la raccolta di idee e laboratori locali O4. Creare strumenti ad hoc per animatori socio-educativi giovanili, in modo da creare percorsi di cambiamento tra i giovani a livello di ambiente, di cittadinanza attiva e di uso attivo delle tecnologie.
Rispetto al tema dell’uso delle tecnologie tra i giovani, spesso ci si divide tra chi le esalta in maniera entusiastica, e chi parla unicamente degli aspetti critici. Sicuramente, il cambio delle abitudini dovute al covid ha contribuito a un cambio nei consumi tecnologici, accelerando una serie di fenomeni, dalla virtualizzazione delle relazioni, problemi di socializzazione, alla dipendenza dalla tecnologia ecc. La sensibilizzazione verso gli aspetti ambientali della tecnologia è un argomento che unisce molti giovani, ma spesso viene discusso in maniera acritica o “stereotipata”, per cui C2N nasce anche da questo stimolo fondamentale. Allo stesso tempo, ha portato a interrogarci su come essere attivi nell’ambito della sostenibilità ambientale essendo critici nell’uso della tecnologia. In tal senso, abbiamo affrontato tre bisogni specifici: 1. Mancanza di consapevolezza dei giovani nell’uso delle tecnologie, in particolare smartphone 2. Rafforzare il legame dei giovani con la natura e l’ambiente, in particolare, migliorare il modo funzionale di uso delle tecnologie verso la protezione dell’ambiente 3. Mancanza di strumenti per tutte quelle figure a supporto dei giovani