“Football without borders” ha come scopo la sensibilizzazione delle giovani generazioni ai temi del razzismo e della discriminazione e vuole supportare l’inclusione sociale e il superamento di stereotipi e pregiudizi attraverso lo sport, in particolare attraverso il calcio quale strumento di coesione, partecipazione attiva e coinvolgimento giovanile. Il progetto nasce dal bisogno e dalla volontà comune delle associazioni coinvolte di accompagnare i giovani in percorsi di condivisione, di riflessione e di confronto con i pari affinché acquisiscano atteggiamenti e comportamenti che conducano a rispettare se stessi e gli altri, in ogni circostanza e condizione, a prescindere da qualsiasi distinzione di sesso, razza, religione o altri fattori di diversità. Negli ultimi anni, le tristemente note manifestazioni di razzismo nei confronti di diversi sportivi di alto livello, in particolare nel gioco del calcio, hanno snaturato l’essenza della pratica sportiva con effetti negativi sulle giovani generazioni. Lo sport, in queste circostanze, diventa terreno fertile per atteggiamenti discriminatori e violenti e per la diffusione di hate speech. Ma se consideriamo la vera essenza dello sport, esso è portatore di principi e valori come la lealtà, la condivisione, il rispetto e la sana competizione. Nella sua natura intrinseca, lo sport è uno strumento con delle potenzialità eccezionali proprio per combattere gli stereotipi e ridurre fenomeni di razzismo e discriminazione, soprattutto negli sport di squadra. Le associazioni della partnership hanno sperimentato nel loro lavoro quotidiano l’efficacia della pratica sportiva in questo senso. In particolare, nel gioco del calcio lo spirito di squadra, la diversità dei ruoli che compongono il team, la necessità di collaborare per raggiungere un obiettivo comune, mettono naturalmente in evidenza il bisogno di profili diversi affinché la squadra funzioni, favorendo, nei fatti, proprio quella diversità che viene attaccata troppo spesso negli stadi e nei media e incoraggiando la tolleranza e il rispetto dei diritti umani dentro e fuori dal campo. Le regole del gioco promuovono il senso di iniziativa e la solidarietà, rafforzando i principi dell’anti-discriminazione, dell’inclusione e della coesione sociale e si prestano ad essere facilmente trasposte anche in contesti diversi da quello calcistico. Esse rappresentano un esempio di come la diversità sia una ricchezza e la collaborazione e il rispetto reciproco siano essenziali affinché il gruppo stia bene, cresca e si sviluppi secondo i precetti della non-violenza: una metafora della realtà che aiuta enormemente le associazioni a trasmettere questi valori alle giovani generazioni. Alla luce di queste considerazioni, attraverso le attività previste, “Football without borders” ha come obiettivo di promuovere i valori sani dello sport come il fair play, la cooperazione e la collaborazione e una cultura dello sport e del calcio “per tutti e tutte", come strumento ideale per prevenire i fenomeni di odio e razzismo, favorire la coesione sociale e stimolare la partecipazione e la cittadinanza attiva tra i giovani europei, con particolare attenzione a coloro che provengono da contesti geograficamente e culturalmente svantaggiati. Il progetto punta a stimolare il senso di iniziativa, l’emancipazione e l’autostima tra i partecipanti, potenziando, allo stesso tempo, la consapevolezza interculturale e la partecipazione più attiva alla società, convinti che solo la conoscenza reciproca, la formazione e l’educazione possano combattere i fenomeni di estremismo e di odio dilaganti e possano rafforzare l’adesione ai valori dell'UE.