Nevermind ha coinvolto un gruppo di giovani dai 14 ai 19 anni nella elaborazione di una riflessione collettiva sul tema della salute mentale, condividendo le proprie situazioni di disagio in uno spazio sicuro e di mutuo supporto, ed esprimendo i disagi condivisi attraverso la realizzazione di un cortometraggio totalmente ideato e realizzato da loro. A questo macro-obiettivo se ne sono associati altri, raggiunti nel corso del percorso costruito dal e con il gruppo di giovani: il primo è stato favorire l'approfondimento di conoscenze e informazioni specifiche sul tema del benessere psicologico, attraverso incontri con esperti e professionisti del settore; il secondo è stato permettere l'acquisizione di competenze narrative, digitali e videografiche connesse al lavoro di realizzazione del cortometraggio; il terzo è stato permettere la creazione di un dialogo strutturato tra i giovani partecipanti al progetto e istituzioni, decisori politici e stakeholders che sono stati coinvolti durante il suo svolgimento, particolarmente nella fase di diffusione pubblica del prodotto audiovisivo. Il progetto è nato dall’iniziativa di un gruppo di giovani soci dell’organizzazione LINK, che hanno espresso la necessità di trovare uno spazio in cui poter condividere in maniera aperta e sicura riflessioni legate al rapporto con la propria saluta mentale e il proprio benessere psicologico. Ciò traeva fondamenta dai sentimenti di frustrazione e deprivazione cresciti durante il durante il periodo della diffusione pandemica del COVID-19 e delle limitazioni da essa scaturite, le quali hanno acceso i riflettori sul tema del benessere psicologico e sulla sua incidenza sulla qualità della vita. Il peso delle restrizioni ha colpito in particolare giovani, dai preadolescenti a coloro ormai vicini all’età adulta, costretti ad una esperienza mutilata in una delle fasi più creative ed espansive della loro esistenza. Tuttavia, parlare di salute mentale è, in alcuni contesti, ancora un tabù. Un tema ignorato e sottovalutato al quale, invece, i giovani partecipanti hanno voluto dare l’importanza che ha meritato. Il titolo "Nevermind”, infatti, trae origine dall'esigenza di contrastare quell'annosa tendenza a trascurare o ignorare il disagio psicologico, a rinnegarlo o a trattarlo come problema minore; a rispondere "non importa", o "che sarà mai?", o a girarsi dall'altra parte davanti alle prime avvisaglie o alle timide richieste d'aiuto da parte dei giovani. Sono questi i motivi che hanno spinto i giovani partecipanti a proporre di affrontare tale tema attraverso un percorso educativo non formale, con strumenti dinamici e coinvolgenti. Il progetto, infatti, ha avuto come missione principale la realizzazione di un cortometraggio sul tema della salute mentale, ideato e realizzato dai giovani stessi. Un’idea che risponde non solo all’esigenza di condividere e socializzare le proprie riflessioni rispetto all'argomento, ma anche a riscoprire la bellezza dell’incontro in presenza e del contatto tra persone diverse che condividono uno stesso obiettivo. Inoltre, nel progetto si è allargata la riflessione ad altri giovani e altre fasce della società (famiglie, educatori, istituzioni, media), con l'obiettivo ultimo di contribuire ad abbattere il tabù in conseguenza del quale risulta ancora difficile parlare apertamente del disagio psicologico e psichico.