Questo progetto nasce in un momento peculiare della Storia; siamo usciti da una Pandemia che teoricamente avrebbe dovuto insegnarci a convivere in un mondo solidale ed invece siamo alle prese con guerre, migrazioni, diritti negati, conflitti sociali. I giovani che avevano forse nutrito la speranza di un Mondo migliore che desse loro la possibilità di esprimersi o di essere protagonisti del cambiamento si vedono, giorno dopo giorno, nuovamente relegati all’eterno ruolo di coloro che devono attendere il loro turno. E così, sempre più spesso, fuggono dalla realtà e si chiudono nel loro mondo virtuale, dove si sentono i protagonisti. Infatti internet, e i social network in particolare, sono strumenti straordinari di libertà, di informazione e socializzazione, di crescita personale e culturale. Grazie ad essi molte persone geograficamente lontane riescono a sentirsi più vicine. Tuttavia la vita digitale è diventata consistente come la nostra vita reale, se non di più. La nostra nuova normalità, in cui tutti possiamo apprezzare le agevolazioni e le opportunità permesse dalla vita digitale non è compatibile con un ritorno indietro. Eppure sappiamo che come esseri umani abbiamo bisogno di qualcosa di più! Non siamo fatti per vivere in gabbie di cemento e pixel, abbiamo bisogno di riappropriarci della fisicità degli spazi, di quei luoghi in cui si possa far crescere e sviluppare la nostra socialità. Oliveto Citra è un paesino dell’entroterra del Sud d’Italia che da anni, anche grazie alle attività dell’Ente Premio Sele d’oro, ha scommesso sul suo territorio i suoi valori, le sue ricchezze per combattere lo spopolamento e la fuga di giovani cervelli. Da qui nasce l’idea progettuale che vuole essere una riflessione profonda sul rapporto che si può stabilire con luoghi di qualsiasi genere (urbanizzati, naturali, storici, industriali, belli o anche sgradevoli) e quanto sia importante la relazione che si stabilisce con essi in qualunque parte del mondo per la qualità della propria vita. Per la storia che li hanno formati, per i valori paesaggistici e culturali, per la memoria collettiva che li animano, per la loro stessa riconoscibilità, I luoghi sono da considerarsi come un bene da tutelare. Essi possono appartenerci, far parte del nostro mondo interiore, essere riferimenti importanti, un bene che alimenta l’essenza della memoria. E’ necessario stabilire con essi un rapporto, trovare il giusto equilibrio per mantenere la testimonianza della memoria, ma allo stesso tempo la capacità di progettare un futuro. Viviamo in un Villaggio globale, siamo cittadini di un mondo che non possiamo attraversare senza aver imparato ad ascoltare I luoghi. E’ qui che i ragazzi devono tornare a “recitare” un ruolo da protagonisti! Questo ruolo passa attraverso l’esplorazione e l’ascolto dei luoghi. Essi sono vivi ed hanno un loro linguaggio. Ogni luogo comunica la sua storia e ogni luogo è fonte di ispirazione creativa. Infatti essi sono segno, segno del passaggio di energia vitale. I luoghi chiamano lo scambio, uno scambio senza tempo a cui non si deve e a volte non si può rinunciare. Segno su segno, segno nel segno, per arricchire il significato del divenire. Lavorando in gruppi misti per nazionalità, i ragazzi esploreranno e conosceranno i luoghi di Oliveto, interagendo anche con le persone del posto, raccogliendo storie e racconti e restituiranno parte della loro cultura. I luoghi da loro individuati saranno protagonisti (e non semplice sfondo) di libere creazioni artistiche (performance teatrali corporee, coreutiche, sonore, video…) da essi stessi ispirati; essi saranno un elemento strutturale della stessa creatività teatrale, non solo nei suoi aspetti visivi e spaziali, ma anche nelle azioni, nei ritmi e nei suoni. In questo contesto il sito è inteso come il “testo”. I luoghi sono intrisi di ricordi, storie e connessioni con la vita delle persone, nonché materia prima fisica che dovrebbe essere abbracciata e utilizzata. Le attività, con la divisione in gruppi misti, prevedono alternanza di azione e di riflessione: - Conoscenza fisica e narrativa dei luoghi e delle persone che vivono in essi; - Esplorazioni, scelta e ascolto attento e lento dei luoghi; - Confronti sulle sensazioni che si provano in luoghi diversi dai soliti; - Discussione sui legami affettivi con i luoghi e come questi si potrebbero costruire in posti diversi da quelli di origine; - Luoghi e non luoghi: dove come ci si “incontra” davvero? - Realizzazione di performance aperte con l’utilizzo di diversi linguaggi artistici e col coinvolgimento diretto degli spettatori, anche con momenti di dibattito e confronto. Obiettivi Riflettere sulla percezione profonda dei luoghi fisici per capire come possano essere importanti nella vita di un uomo, quanto è importante riconquistare questa visione su una Terra- villaggio Rendere i più giovani i protagonisti dell'integrazione e del cambiamento Parlare di UE e inclusione in luoghi periferici