Con il nostro progetto, in linea anche con gli obiettivi del programma Erasmus e dello Youth Exchange di mobilità, ci siamo proposti di rafforzare l'identità europea e la cittadinanza attiva: i partecipanti al termine dello scambio, attraverso opportunità di apprendimento non formale, hanno avuto la possibilità di sviluppare un senso identitario che li accompagnerà nella vita, maturare consapevolezza e apprendere strumenti per esercitare attivamente diritti e doveri e per agire nella società: come lavoratori, rappresentanti di istituzioni, volontari e attori sociali nel proprio contesto di riferimento, nel panorama più ampio dell’Unione Europea. Ognuna delle organizzazioni partner nei rispettivi Paesi si confronta quotidianamente con persone che per varie ragioni vivono ai margini della società: solo per fare alcuni esempi, migranti e persone escluse dal mercato del lavoro come in Spagna, nella regione Valenciana, dove ha sede Associacio Cultura Creativa, dove si registrano alti tassi di disoccupazione; persone che vivono in zone rurali e vivono barriere logistiche, a Spessa dove si trova Artemista; migranti e persone che vivono in situazioni di disagio sociale o nelle periferie a Bonn, dove ha sede Cassiopeia e.V.; giovani in situazioni di disagio e disoccupati, dove ha sede Maison de l’Europe de Nimes. Ecco che il tema dell’identità europea in simili contesti diventa centrale, in generale per le persone che non vivono tali barriere ma, a maggior ragione, per quei soggetti che, ai margini della società, non riescono a integrarsi nella comunità in cui vivono e ancor meno a livello europeo, del quale non percepiscono il senso di inclusione. Per fare ciò abbiamo sensibilizzato i partecipanti sui valori comuni e sui diritti fondamentali dell'Unione europea in modo da contribuire attivamente al processo di integrazione. Abbiamo stimolato i partecipanti ad abbattere i più comuni stereotipi, i pregiudizi e i conflitti che possono derivare da uno scontro di culture, favorendo il dialogo e la negoziazione per promuovere la comprensione dei valori europei, con particolare attenzione alla diversità, all’inclusione, alla tolleranza e alla non discriminazione. Abbiamo fatto, inoltre, riflettere i giovani su quali sono i valori democratici su cui poggia l’Unione Europea, su quali sono i modelli democratici possibili. Abbiamo dato loro anche gli strumenti per comprendere come si sviluppa un sistema decisionale democratico, come far emergere e rappresentare i propri interessi in un tale sistema e, in generale, come migliorare la loro partecipazione alla vita democratica, in termini di impegno sociale e civico. Per quanto riguarda poi, nello specifico, l'inclusione e la diversità, abbiamo mirato a promuovere l'integrazione nel progetto delle categorie di soggetti prima citate e, nello specifico, dei migranti, in particolare di quelli appena arrivati nei paesi ospiti e di altri gruppi svantaggiati che affrontano barriere di qualsiasi tipo che possano impedire loro di candidarsi o renderne difficoltosa la partecipazione al programma. Abbiamo promosso in modo molto concreto inoltre la transizione digitale, fondamentale per la futura crescita e coesione dell'Europa, incoraggiando con le nostre iniziative lo sviluppo di competenze digitali. Un esempio per tutti: output finale del percorso è stato un libro digitale in formato aperto costruito attraverso i contributi di tutti i ragazzi, divulgato con una licenza aperta e su piattaforme open. Oltre a ciò, i partecipanti al termine dello scambio hanno appreso come presentarsi nel mercato del lavoro europeo in modo efficace, imparando a riconoscere per prima cosa le proprie competenze materiali e le proprie soft skills e a indirizzarle al meglio nella costruzione della propria identità professionale. Per far ciò hanno imparato a utilizzare gli strumenti dell'UE per la trasparenza e il riconoscimento di competenze, abilità e qualifiche, come lo Youthpass, necessari inoltre per la convalida delle attività di apprendimento non formale e informale e del lavoro dei giovani. Non è mancata inoltre una riflessione sulla sostenibilità legata a una riflessione sui macro processi in grado di produrre cambiamenti a livello globale sul lungo periodo. Per quanto concerne le metodologie utilizzate con i giovani, i partner hanno adottato metodi educativi informali fortemente partecipativi con una spiccata componente creativa e inclusiva data dal gioco-simulazione e dal teatro - le cui potenzialità come strumento didattico sono state esplose al massimo, considerata la natura stessa del Centro Artemista che è, tra le altre cose, un centro di produzione teatrale e il know how particolare di Maison de l'Europe de Nimes - ma anche da mezzi come il video editing o la grafica.