In Europa, nonostante gli sforzi, la parità di genere è ancora lontana e se questo è vero per gli Stati nazionali è vero anche per le minoranze. Persistono disuguaglianze di genere all'interno di diverse culture, con stereotipi sessisti e discriminazioni che influenzano la vita delle donne, specialmente all'interno delle comunità rom e sinti. Le donne rom e sinti sono particolarmente svantaggiate, affrontando una doppia discriminazione basata sull'identità etnica e di genere. Le statistiche indicano che ci sono circa 10-12 milioni di Rom in Europa, di cui 6 milioni vivono nell'Unione Europea. Questo gruppo è identificato come il più svantaggiato in Europa, con gravi minacce ai loro diritti fondamentali in vari settori, tra cui istruzione, lavoro, assistenza sanitaria e sociale. Le donne rom sono soggette a forme specifiche di discriminazione, tra cui sterilizzazione forzata, tratta, matrimoni precoci, violenza domestica e discriminazione nell'istruzione e nella società. Il Parlamento Europeo ha riconosciuto l'allarme per la situazione delle donne rom e ha invitato gli Stati membri a adottare misure per coinvolgerle nei processi decisionali. Nonostante gli sforzi di molte ONG e istituzioni pubbliche, le disuguaglianze persistono. Inoltre per molte donne rom e sinti la discriminazione inizia proprio all'interno delle famiglie e/o nelle comunità. Per affrontare queste sfide, è fondamentale sensibilizzare e formare le organizzazioni sulla questione, affinché possano lavorare per il cambiamento nelle comunità. Proprio partendo da questo assunto abbiamo creato il nostro progetto, grazie al quale abbiamo aiutato le associazioni ad avere del personale qualificato su tematiche specifiche relative alla parità di genere. Grazie alla formazione ricevuta, questo personale potrà essere impiegato nel proprio Paese in modo da contrastare le disparità e rafforzare le donne della comunità RSC. Obiettivi del progetto sono stati: - sessismo all’interno delle comunità RSC (temi principali violenza domestica, matrimonio precoce e educazione-salute delle donne) e metodi di prevenzione e contrasto; - promuovere la parità di genere; - sensibilizzare le comunità RSC sul tema del sessismo; - promuovere l'inclusione delle persone con minori opportunità, con particolare attenzione alle persone RSC e alle donne; - rafforzare e sviluppare le competenze degli operatori giovanili per consentire loro di educare i giovani a combattere con successo la discriminazione, gli stereotipi e il sessismo; - migliorare la consapevolezza interculturale; - promuovere una maggiore partecipazione attiva nella società delle operatrici giovanili rom e sinti; - aumentare la motivazione a partecipare a un'istruzione o formazione futura dopo il periodo di mobilità all'estero; - migliorare le competenze linguistiche (inglese); - includere attivamente i giovani con minori opportunità; - promuovere e rafforzare la cooperazione tra organizzazioni e attori locali per lo scambio di buone pratiche e conoscenze al fine di promuovere approcci e strumenti sostenibili per il lavoro contro il sessismo all’interno delle comunità rom e sinti, lavoro che comunque possa essere conciliato con i bisogni diretti delle comunità rom e sinti.