Il progetto mirava a rafforzare le competenze degli operatori giovanili nella gestione dei conflitti, in particolare in contesti caratterizzati da diversità culturale e presenza di giovani con background migratorio. Inoltre, si intendeva: promuovere e diffondere approcci alternativi alla risoluzione dei conflitti, basati sui principi della giustizia riparativa; sviluppare strumenti educativi innovativi e digitali a supporto degli youth workers; favorire la condivisione di buone pratiche a livello europeo, creando un patrimonio comune di esperienze e metodologie; sostenere processi di inclusione e prevenzione della discriminazione attraverso metodologie educative più efficaci e partecipative. Questi obiettivi sono stati concepiti per contribuire a una gestione dei conflitti più consapevole, inclusiva e orientata alla costruzione di relazioni positive tra i giovani.
Il progetto è stato presentato per affrontare il tema della gestione dei conflitti tra giovani, con particolare attenzione ai conflitti che emergono in contesti caratterizzati da background migratorio e fenomeni di discriminazione. Si evidenzia inoltre l’esigenza di: condividere buone pratiche a livello europeo relative alla gestione dei conflitti; formare youth workers su metodi alternativi di risoluzione dei conflitti; promuovere l’utilizzo di pratiche di giustizia riparativa (restorative justice) e di strumenti innovativi; sviluppare strumenti educativi digitali a supporto di tali approcci. In sintesi, il progetto nasce per migliorare la capacità degli operatori giovanili di gestire i conflitti in modo più efficace, inclusivo e innovativo, in particolare in contesti multiculturali.