Il progetto "Operation ZeroCrime: Empowering Youth for a Safer Europe" mirava a affrontare attivamente il problema della criminalità organizzata. Le condizioni che favorivano la criminalità organizzata includevano: - La mancata consapevolezza dei cittadini riguardo alla criminalità organizzata, che spesso assumeva forme sottili e difficili da riconoscere, portando a una percezione pubblica distorta, limitata alle forme più evidenti e superate di criminalità, perpetuando stereotipi. - La tolleranza dei cittadini verso la criminalità organizzata, talvolta percepita come innocua o persino come una soluzione ai problemi delle classi sociali svantaggiate. - La mancanza di comprensione da parte dei cittadini della gravità del danno causato dalla criminalità organizzata, alimentando ulteriormente la tolleranza. - Il consumo di droga, che inevitabilmente alimentava il business e la diffusione delle organizzazioni criminali. - La scarsa conoscenza dei cittadini sui metodi efficaci per combattere il fenomeno. - L'adozione di comportamenti apparentemente innocui, specialmente nelle aree rurali con redditi più bassi, da parte dei cittadini, compresi i giovani, che erano in linea con la logica mafiosa. Per affrontare questi elementi che favorivano le attività criminali, il progetto si poneva i seguenti obiettivi specifici: (a) Aumentare la consapevolezza dei giovani riguardo alla criminalità organizzata, le sue origini, diffusione, struttura attuale e l'impatto economico e sociale negativo che generava sul territorio europeo. (b) Accrescere la consapevolezza dei partecipanti su come la criminalità organizzata si infiltrasse in modo sottile e non riconoscibile nelle loro vite, rendendoli capaci di riconoscerla e contrastarla. (c) Migliorare le competenze dei partecipanti nella lotta ai fenomeni criminali e sensibilizzarli sull'importanza della partecipazione attiva nella società nel rispetto delle regole. (d) Correggere le distorsioni di conoscenza create dai media e dagli stereotipi, impedendo una percezione accurata del fenomeno e riducendo i pregiudizi associati alla mafia italiana e in particolare a quella del sud Italia. (e) Diffondere consapevolezza tra i partecipanti e nei territori delle associazioni partner e nella località dello scambio, Palermo. Inoltre, come tutti gli scambi, anche questo progetto mirava a: - Coinvolgere i giovani con meno opportunità per favorirne l'integrazione nella società. - Riunire giovani provenienti da diversi paesi e promuovere il dialogo interculturale e la diversità culturale, religiosa e linguistica. - Promuovere il programma Erasmus+ come strumento per la partecipazione giovanile e lo sviluppo della comunità, e sostenere l'educazione non formale come mezzo di crescita personale.