Il progetto Spot the Hoax è nato da un’idea sorta dopo il periodo del covid-19, dalla crescente necessità di fornire agli youth workers strumenti efficaci per affrontare il problema della disinformazione, fenomeno sempre più diffuso tra i giovani. Nell’era dei social media, che rappresentano il principale canale di comunicazione per le nuove generazioni, è fondamentale che gli operatori giovanili siano in grado di educare i giovani al riconoscimento delle fake news, sviluppando in loro il pensiero critico e la capacità di analizzare fonti e contenuti in modo consapevole - pandemia a parte, rimane comunque un obiettivo di importanza fondamentale. L’obiettivo principale del progetto era quello di formare gli youth workers affinché potessero acquisire competenze e strumenti per supportare i giovani nella gestione delle informazioni. Volevamo arrivare a giovani delle zone rurali e a giovani in situazioni di svantaggio e perciò abbiamo selezionato per la maggior parte (abbiamo seguito anche criteri di motivazione e disponibilità dei partecipanti) youthworkers che si occupassero di questo target group. Attraverso metodologie di apprendimento non formale, il TC ha permesso ai partecipanti di sperimentare tecniche di fact-checking e strategie per contrastare la disinformazione. Il programma ha previsto un approccio pratico e interattivo, che ha incluso l’utilizzo di strumenti digitali innovativi per la verifica delle fonti, simulazioni e laboratori esperienziali. Questo ha consentito ai partecipanti di apprendere in un contesto dinamico e collaborativo, favorendo l’acquisizione di competenze immediatamente applicabili nel loro lavoro quotidiano con i giovani. Oltre all’aspetto tecnico legato alla disinformazione, il progetto ha avuto un forte focus sullo sviluppo delle competenze trasversali dei partecipanti. La capacità di comunicare efficacemente in contesti interculturali, la collaborazione in team internazionali e la gestione di problematiche complesse sono state al centro del percorso formativo. In un’Europa sempre più interconnessa, è fondamentale che gli youth workers siano preparati a lavorare in ambienti diversificati e a rispondere alle sfide della società digitale con strategie inclusive e innovative. Uno degli aspetti chiave del progetto è stato il suo potenziale di disseminazione: formare operatori giovanili significa creare un effetto moltiplicatore, poiché i partecipanti, una volta tornati nei loro contesti locali, hanno potuto trasferire le conoscenze acquisite ai giovani con cui lavorano, diffondendo strumenti e strategie per contrastare le fake news nelle loro comunità. Questo ha contribuito alla creazione di una rete di youth workers più consapevoli e attrezzati per affrontare le sfide della disinformazione in maniera strutturata ed efficace. Infine, il progetto ha stimolato una riflessione collettiva sul ruolo della corretta informazione nella società. Il contrasto alla disinformazione non è solo una responsabilità individuale, ma una sfida collettiva che richiede un impegno condiviso. Grazie a Spot the Hoax, gli youth workers coinvolti hanno sviluppato una maggiore consapevolezza del loro ruolo nella formazione di cittadini più informati e responsabili, contribuendo così a un cambiamento culturale nel modo in cui l’informazione viene recepita, analizzata e diffusa.