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Journey of Labels. Unpacking the Categorization Process in Migration

2023-3-IT03-KA153-YOU-0001778322023Mobility of youth workersongoing
Countries: IT|BG|MT|LV|ES|PL|FR|RO|MK|EL|CZ · Grant: €39,097
Preventing racism and discriminationReception and integration of refugees and migrantsKey competences development

Objectives

L'obiettivo principale di "Journey of labels" era aumentare la consapevolezza tra gli youth workers sui processi cognitivi che contribuiscono agli stereotipi, ai pregiudizi e alla discriminazione, con un focus specifico sula migrazione. Il progetto mirava ad aumentare la comprensione da parte degli youth workers di come i meccanismi mentali automatici, in particolare la categorizzazione, influenza le percezioni e i comportamenti sociali. Riconoscendo che questi processi sono sia inconsci che inevitabili, l’obiettivo era quello di responsabilizzare gli youth workers affinché diventassero più consapevoli dei propri pregiudizi e sviluppassero competenze per affrontarli efficacemente nelle loro interazioni professionali. Questa maggiore consapevolezza ha portato benefici diretti alle loro attività con giovani migranti e giovani che potrebbero affrontare sfide sociali e culturali significative nelle comunità in cui vivono. Attraverso questo progetto, volevamo affrontare il tema della discriminazione nei confronti delle popolazioni migranti, spesso radicata in stereotipi e categorizzazione sociale. La categorizzazione, come processo mentale, è un modo naturale e inevitabile di semplificare la complessità del mondo sociale. Tuttavia, quando applicata nei contesti sociali, può portare a raggruppare gli individui in categorie sociali, a volte con la conseguenza di visioni distorte sugli altri. Ad esempio, alcuni gruppi vengono spesso etichettati con caratteristiche "tipiche", che possono evolversi in stereotipi — positivi o negativi. Questi stereotipi, se non messi in discussione, possono radicarsi ulteriormente in comportamenti discriminatori che minano l'inclusione dei giovani migranti nella società. Il nostro progetto mirava a interrompere questo ciclo promuovendo una maggiore consapevolezza tra gli youth workers, incoraggiandoli a mettere in discussione e riconoscere questi schemi dentro di sé e fornendo loro gli strumenti per prevenire che gli stereotipi influenzassero il loro lavoro con i giovani migranti. Inoltre, il progetto mirava a supportare gli youth workers nella riflessione sulla dinamica ingroup/outgroup, dove gli individui possono inconsciamente categorizzare gli altri in gruppi con cui si identificano (ingroup) e in quelli che percepiscono come lontani o diversi (outgroup). Comprendendo questo concetto, i lavoratori giovanili erano meglio preparati a vedere il ruolo che esso gioca nel favorire l'esclusione e la divisione, che a loro volta possono influenzare le loro interazioni con i giovani migranti. Un focus importante di questo progetto era aiutare gli youth workers a colmare il divario creato da tale categorizzazione e costruire un approccio più inclusivo nel loro lavoro. Riconoscendo che i pregiudizi e gli stereotipi non sono sempre consapevoli, il progetto mirava ad aiutare gli youth workers a identificare e affrontare i pregiudizi impliciti, promuovendo infine un ambiente di lavoro più aperto, comprensivo e di supporto per i loro target group. Il progetto mirava anche ad affrontare le realtà socio-politiche che contribuiscono agli atteggiamenti discriminatori. Ricerche, come quelle condotte dalla Rete Europea contro il Razzismo, evidenziano l'aumento dei dibattiti esclusivi e razzializzati sulla migrazione in Europa, in particolare riguardo agli individui provenienti da contesti islamici. L'accettazione crescente della retorica anti-migrazione e il ruolo dei media nel plasmare percezioni negative sui migranti rappresentano ostacoli significativi per l'integrazione dei giovani migranti. Dotando gli youth workers di una comprensione di queste forze sociali più ampie, il progetto mirava a prepararli a contrastare l'impatto di questi atteggiamenti nel loro lavoro quotidiano. Attraverso consapevolezza ed educazione, gli youth workers hanno acquisito strumenti per un ambiente più sicuro e di supporto che permetta a questi giovani di avviare un percorso di empowerment personale. In termini di risultati diretti, il progetto mirava a promuovere un approccio inclusivo tra gli yotuh workers che riconosca e valorizzi la diversità portata dai giovani migranti. Questo approccio è in linea con gli sforzi più ampi dell'UE per favorire la coesione sociale, come sottolineato dai rapporti di Eurostat sull'importanza di includere i giovani nati fuori dall'UE. Il progetto ha anche supportato i lavoratori giovanili nell'adottare strumenti e strategie per prevenire la discriminazione e promuovere un trattamento equo nelle loro interazioni con tutti i giovani. Aumentando la comprensione degli youth workers sulla categorizzazione e i suoi effetti, abbiamo fornito strumenti per la creazione di interazioni più consapevoli e giuste con i giovani migranti, gettando le basi per un ambiente sociale più inclusivo che consenta a tutti i giovani di partecipare pienamente.

Project partners (11)