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Ludopedagogy is Back: Play to Transform Conflicts!

2023-3-IT03-KA153-YOU-0001796432023Mobility of youth workersongoing
Countries: IT|RO|XK|BE|CY|TR|PL|UA · Grant: €48,670.72
New learning and teaching methods and approachesPrevention of conflicts, post-conflict rehabilitation

Objectives

Ludopedagogy is Back: Play to Transform Conflicts! è stato per noi la seconda edizione di un progetto dedicato alla ludopedaogia. Con questa nuova edizione del progetto abbiamo esplorato le potenzialità della ludopedagogia in contesti di conflitto armato, di post conflitto o di violenza strutturale con i nostri partner che quotidianamente lavorano con adolescenti in Ucraina, Kossovo, Cipro, Kurdistan turco e in territori europei che attualmente stanno vivendo forti conflitti sociali (Italia, Romania,Polonia). Era importante per noi, attraverso questo progetto, sostenere lo sviluppo del lavoro giovanile in contesti di violenza, a partire da alcuni bisogni educativi comuni individuati quali: come rompere la catena della violenza che spinge i giovani che la subiscono a replicarla nel proprio contesto di vita; quali strumenti utilizzare per l’alfabetizzazione emotiva di giovani che non riescono a verbalizzare le proprie emozione, come aiutare i giovani a ripensare positivamente il proprio futuro dopo la cesura della violenza. La ludopedagogia, rispetto a questi bisogni è una proposta innovativa per il panorama europeo (il suo sviluppo in Sudamerica, la rende una metodologia culturalmente “altra”) in quanto: 1. Il vissuto del gioco crea una realtà concreta, la chiamiamo "realtà ludica", il "facciamo finta che..." ha la capacità di produrre conoscenza e intervenire nel reale. Il gioco favorisce il pensiero divergente, tutte competenze trasversali utili a sostenere la resilienza dei giovani di fronte alla violenza e permette ai giovani di re-immaginarsi in altri ruoli rispetto a sé, agli altri e alla società. 2. Supera le differenze culturali, il gioco, infatti, è una dimensione pre-culturale. La ludopedagogia promuove un linguaggio universale, il gioco crea lo spazio di incontro con l'Altro, uno spazio sospeso al di là di stereotipi, pregiudizi e discriminazioni, ha quindi particolari potenzialità nel favorire il dialogo in società fortemente divise, polarizzate o che subiscono forti elementi di stress esogeni. 3.Promuove il cambiamento di atteggiamenti e di comportamenti a partire dal riconoscersi e dal conoscere alcuni aspetti capacità e potenzialità, degli altri e del nostro io che di solito non ci permettiamo di far emergere; Al termine del progetto abbiamo raccolto fra gli operatori una valutazione del metodo applicato al proprio contesto (le riflessioni estese sono pubblicate nell’Ebook del progetto) e sono emersi 3 elementi ulteriori: 1. Il gioco è uno strumento di dialogo sociale: la ludopedagogia crea uno spazio in cui esprimere le emozioni, affrontare i conflitti e costruire una comprensione reciproca attraverso metodi coinvolgenti e non minacciosi. 2. Accessibilità universale: la metodologia è adattabile a diverse fasce d'età, contesti culturali e livelli di istruzione, rendendola uno strumento versatile per il lavoro comunitario inclusivo. 3. Gestione costruttiva dei conflitti: le dinamiche ludiche consentono ai conflitti di emergere in modo gestibile, incoraggiando la riflessione e la risoluzione cooperativa dei problemi piuttosto che il confronto. La struttura in 3 attività del progetto ha permesso agli operatori giovanili di fare un’esperienza di apprendimento nell’ambito del training, applicare ciò che avevano appreso attraverso workshop locali, riflettere su quanto appreso e trasporlo in una dimensione online nell’ambito dei webinar e ancora nuovamente ricontrarsi e sviluppare ulteriormente la riflessione e la “teorizzazione” nell’ambito del seminario finale, rafforzando la dimensione riflessiva e dell’imparare facendo e permettendo un continuo dialogo fra la dimensione internazionale e locale. Il progetto è riuscito a migliorare la qualità del lavoro giovanile in contesti complessi, ha agito sul benessere e sullo sviluppo di giovani con minori opportunità e ha inciso sul patrimonio metodologico delle associazioni che intendono in un prossimo futuro trasformarlo in una partnership strategica. Gli obiettivi del progetto erano quindi molteplici, differenziati per target e hanno dialogato fra loro in maniera ciclica: • promuovere lo sviluppo professionale di operatori giovanili che lavorano in contesti interculturali, marginali o caratterizzati da alto tasso di violenza; • Dare l'occasione ai partecipanti youth workers di approfondire l’approccio della ludopedagogia da una prospettiva multiculturale; • Promuovere uno sviluppo personale degli operatori giovanili: ci si mette in gioco per primi per far sì che altri giochino con noi, i nostri giovani in particolare; • Applicare gli apprendimenti acquisiti nel proprio contesto locale coinvolgendo i propri giovani e confrontandosi con i propri pari; • Promuovere la riflessività degli operatori giovanili sulle proprie esperienze di apprendimento e la loro messa a sistema nel proprio contesto di vita e lavorativo, nonché la disseminazione di approcci innovativi ed efficaci.

Project partners (8)