Con questo progetto volevamo raggiungere obiettivi molto concreti e legati all’impatto sul territorio. In primo luogo, puntavamo a rafforzare le competenze degli youth worker, aiutandoli a diventare veri attivatori di comunità, capaci di coinvolgere i giovani in modo più efficace e inclusivo. Allo stesso tempo, volevamo offrire a giovani tra i 16 e i 24 anni, in particolare con minori opportunità, un percorso di apprendimento pratico per sviluppare competenze personali, sociali e organizzative attraverso l’ideazione e la realizzazione di eventi comunitari. Un altro obiettivo chiave era aumentare la partecipazione giovanile nelle comunità locali, creando spazi accessibili e inclusivi dove i giovani potessero sentirsi ascoltati e protagonisti. Attraverso i festival, volevamo rafforzare i legami tra giovani, organizzazioni e stakeholder locali, favorendo coesione sociale e dialogo interculturale. Infine, miravamo a rafforzare la capacità delle organizzazioni partner, scambiando buone pratiche a livello europeo e producendo strumenti concreti, come il toolkit, utili a trasferire la nostra esperienza diretta per organizzare eventi che fossero, allo stesso tempo, inclusivi e di carattere comunitario.
Abbiamo deciso di candidarci a questo progetto perché nasce direttamente dai bisogni che osserviamo ogni giorno nel nostro lavoro con giovani e comunità locali. Dopo la pandemia abbiamo visto una forte diminuzione della partecipazione attiva, soprattutto tra giovani con minori opportunità, NEET e persone che vivono in contesti periferici o rurali. Allo stesso tempo, molte organizzazioni giovanili faticano a trovare strumenti efficaci per coinvolgere davvero i giovani e rafforzare il legame con le comunità. Il progetto risponde quindi a più bisogni concreti: offrire ai giovani spazi reali di espressione e partecipazione, sviluppare competenze utili per la vita e il lavoro (organizzazione, teamwork, comunicazione), e rafforzare il ruolo degli youth worker come attivatori di comunità. I festival e gli eventi comunitari ci sono sembrati uno strumento semplice ma potente per creare inclusione, stimolare il senso di appartenenza e favorire il dialogo interculturale. Inoltre, la dimensione transnazionale ci permette di confrontarci con realtà diverse, imparare nuovi metodi e costruire pratiche condivise che possano avere un impatto duraturo anche dopo la fine del progetto.