Il progetto ha voluto rappresentare una strategia mirata, volta a supportare lo sviluppo personale dei più giovani e dunque il versante emotivo, relazionale e anche professionale. Il quadro economico e sociale europeo è peggiorato negli ultimi anni e sta precipitando negli ultimi mesi. Q-Est ha voluto essere uno spazio sicuro in cui da un lato generare e rafforzare il legame tra i cittadini europei, e dall'altro offrire la possibilità di giocare, sperimentare, sbagliare e conoscere sè stessi attraverso l'arte e la creatività. Q-est ha voluto incoraggiare i giovani a esplorare le proprie inclinazioni e preferenze creative. Questo non significa necessariamente creare qualcosa di artistico, ma piuttosto scegliere strade nuove, diverse da quelle abituali, assumendosi la responsabilità di sbagliare e la libertà di scoprire. È risaputo che il contatto con l'arte, per i giovani ma non solo, favorisce il benessere mentale e attiva processi di empowerment personale. Inoltre, l'espressione artistica si rivela uno strumento educativo efficace nel promuovere la socializzazione, lo scambio di idee e la conoscenza dell'altro. Credevamo e crediamo ancora che Q-est possa essere una macchia di colore su una tela bianca, qualcosa di non ancora terminato, imperfetto, ma capace di stimolare nel prendersi il proprio spazio e partecipare, apportando un contributo alla tela. Durante tutto il percorso, l’interazione e la collaborazione tra i partecipanti sono state fondamentali: pur non conoscendosi davvero, ciascuno ha contribuito a costruire un’esperienza condivisa in cui tutti si sono sentiti a proprio agio. La co-creazione, delle regole degli spazi, del programma, dei workshop, aveva proprio lo scopo di permettere ai giovani di partecipare in prima linea, di avere un ruolo attivo, di ideare qualcosa che fosse non solo per se ma anche per l'altro. La cura per l'altro e per sé e il senso di responsabilità (giustamente sfidato e talvolta giustamente tradito per via della giovane età) sono stati punti costantemente presenti sia nella produzione artistica (una performance teatrale può davvero farti sentire esposto) sia nella convivenza di tutti i giorni. In tutti questi modi, Q-Est ha avuto la pretesa di voler essere uno spazio di apprendimento su di sé e sul mondo, di acquisizione di competenze auspicabilmente utili per un futuro che si spera più brillante possibile per tutte e tutti i giovani che ci hanno accompagnato. Nello specifico, gli obiettivi di Q-Est erano: - promuovere lo sviluppo personale di N°32 giovani e youth leaders; - realizzare uno spazio sicuro in cui riconoscere e sviluppare le proprie capacità creative; - stimolare la produzione e la fruizione di contenuti artistici e culturali all'interno di N°5 (youth-led) workshop creativi; - accrescere le competenze personali e professionali dei giovani, realizzando N°5 attività/eventi di follow up, uno in ciascun paese; - aumentare la loro fiducia nel processo di costruzione dell'Europa; - favorire il rafforzamento e la creazione di nuove reti sociali a livello internazionale; - valorizzare l'esperienza maturata durante la prima edizione di Q-Est 4 EU.