Nel partenariato di questo progetto avevamo deciso di unire le forze e rispondere a una situazione urgente e delicata in cui c'era bisogno di formare o riqualificare il nostro personale in una serie di aspetti digitali come fotografia, videografia, suoni digitali e montaggio, da un lato, e, dall'altro, nel campo delle dinamiche giovanili, dell'inclusione sociale, del coaching e dell'imprenditorialità. Sapevamo tutti molto bene quanto tempo i giovani trascorrano sui social media come Instagram, Tik Tok, Facebook e YouTube, solo per fare alcuni esempi e per non parlare degli innumerevoli influencers che seguono e sognano di diventare. Sappiamo tutti quanto siano diventate vicine le guerre moderne in Siria, Ucraina e Palestina attraverso notizie più veloci e brevi. Il nostro mondo reale è oggigiorno intrecciato con il mondo digitale e non aveva senso fare una divisione come facevamo prima: la nostra realtà è una e sentivamo il bisogno di intervenire nel nostro ruolo di educatori e di lavoro con i giovani per costruire uno spirito più critico, per scegliere in modo più sensato cosa abbia la priorità nelle nostre vite, per contribuire a diffondere valori positivi e forti, per costruire il nostro futuro in questa realtà. La qualità sulla quantità è uno dei nostri motti quando navighiamo nel mondo digitale, quindi nella nostra partnership avevamo condotto un'operazione di analisi dei bisogni e identificato cosa fare per le nostre comunità, i nostri giovani in modo specifico e i nostri educatori giovanili. Ci eravamo resi conto di avere educatori di circa 30 anni di età, che anche a causa degli anni di pandemia non avevano ancora trovato un impiego stabile; che avevano scelto arti performative e visive (dal teatro alla musica, dalla fotografia al video-making, dall'attivismo al posting) che volevano integrare le loro conoscenze e competenze passate con nuove conoscenze, workshop e iniziative digitali. Da un lato per colmare il loro divario occupazionale, dall'altro per soddisfare le esigenze delle giovani generazioni che stanno diventando sempre più digitali, quindi abbiamo voluto combinare entrambe le realtà unendo le forze e ideando nuove attività e metodologie. Eravamo tutti d'accordo sul potere della metodologia non formale, che supera quella formale in quanto più flessibile, adattabile e su misura per i giovani. L'apprendimento non formale è ottimo anche per le nuove generazioni e i migranti che arrivano nei nostri paesi, più interessati a fare che non a studiare formalmente, quindi così possiamo avvicinarli e lavorare con loro più facilmente; anche per le persone con disabilità, di cui si prendono cura molte delle nostre organizzazioni partner, l'istruzione non formale è perfetta in quanto si adatta alle loro esigenze, può basarsi sulle loro volontà e coinvolgerle. Ecco perciò che con il nostro corso di formazione "Digital Media and Creativity as Tools for Youth" abbiamo fatto affidamento sulla creatività come risorsa per trovare soluzioni e trasmettere questa mentalità e attitudine alle giovani generazioni attraverso il lavoro dei nostri educatori e dei nostri programmi. Il nostro staff è stato quindi coinvolto in questo progetto contando su nuove attività, workshop e idee che sono state aggiunte alle precedenti conoscenze artistiche e digitali; alla fine di questo percorso formativo tutte le 8 associazioni partner hanno formato persone con una visione educativa a breve, medio e lungo termine da offrire ai nostri gruppi di giovani. Abbiamo invitato anche anche esperti nel campo del lavoro con i giovani per supportare il percorso di apprendimento imprenditoriale dei nostri partecipanti, ritenendolo importante per capire da persone che ce l'hanno già fatta, come incanalare e migliorare la professionalità del nostro staff di educatori, come superare i periodi difficili, come andare avanti e perseguire i nostri obiettivi e sogni con un lavoro realistico e fattibile. Inoltre, ci siamo assicurati che tutto ciò che è stato fatto in formazione con i nostri operatori giovanili, i partecipanti, potesse essere immediatamente riversato in attività e workshop con i nostri gruppi giovani loro affidati. Sapevamo tutti quanto i giovani amassero la fotografia, la realizzazione di video, gli effetti sonori e la creazione di prodotti digitali, quindi ora stiamo facendo in modo che si stiamo arricchendo sempre più di spirito critico e di una missione sociale per migliorare le nostre comunità afflitte da problemi a cui saper rispondere. Abbiamo puntato anche a migliorare la visibilità e la comunicazione nelle organizzazioni partner: avere personale appena formato garantisce immagini, articoli e una comunicazioni migliore. Inoltre stiamo promuovendo meglio le opportunità Erasmus+, ideali per i giovani per incontrare altri giovani, viaggiare in altri paesi, condividere le proprie passioni, conoscerle in una dimensione internazionale ed europea, sperimentando magari anche il volontariato ESC.