“Securely Attached to EU” è stato uno scambio giovanile Erasmus+ della durata di 8 giorni, con 10 giorni complessivi includendo i giorni di viaggio. Le attività progettuali si sono svolte a Presenzano, presso l’Agriturismo Masseria Cardilli, in Italia, dal 20 al 27 febbraio 2026, mentre il 19 e il 28 febbraio sono stati dedicati rispettivamente agli arrivi e alle partenze. Il progetto ha riunito 36 persone provenienti da Italia, Polonia, Svezia, Turchia, Lettonia ed Estonia. Lo scambio giovanile è stato progettato per affrontare lacune significative nella salute mentale dei giovani, nell’inclusione sociale e nel benessere emotivo, in linea con alcune priorità europee fondamentali, tra cui gli Obiettivi europei per la gioventù: Obiettivo n. 3, Società inclusive; Obiettivo n. 5, Salute mentale e benessere; e Obiettivo n. 1, Collegare l’UE ai giovani. Il progetto ha affrontato una questione centrale che rimane ancora poco discussa nei progetti giovanili: il modo in cui gli stili di attaccamento insicuro - evitante, ansioso e disorganizzato - influenzano la nostra capacità di relazionarci, fidarci degli altri e sentirci degni di appartenenza nelle relazioni interpersonali e sociali. Questi modelli di attaccamento incidono sul modo in cui i giovani partecipano ai gruppi, si impegnano nella vita civica e rispondono al conflitto, alla vulnerabilità e alla leadership. Abbiamo progettato il programma affinché riflettesse questa progressione emotiva. Ogni giornata si è sviluppata attorno a un tema relazionale centrale - come la fiducia, la risposta al conflitto, la vulnerabilità, i confini personali o la regolazione emotiva - utilizzando l’apprendimento non formale, lo storytelling, il role play, le presentazioni, il lavoro di gruppo, le tavole rotonde e la facilitazione peer-to-peer. Ogni giornata ha seguito un flusso tematico composto da workshop interattivi, esercizi di gruppo e cerchi serali dedicati all’integrazione dell’apprendimento e al rafforzamento del gruppo. Ogni team nazionale ha facilitato dei workshop, unendo creatività e profonda consapevolezza emotiva. Durante lo scambio, i partecipanti sono stati invitati a: –identificare il proprio stile di attaccamento prevalente attraverso l’introduzione delle sfumature di ciascun modello e il riconoscimento di sé attraverso l’osservazione dei propri comportamenti, la scrittura riflessiva e il lavoro di gruppo; –comprendere come le prime esperienze relazionali abbiano influenzato i loro attuali schemi emotivi; –praticare comportamenti sicuri, come la vulnerabilità, la richiesta di aiuto, la definizione di confini personali e la capacità di tollerare il disagio, all’interno di un contesto di gruppo supportivo; –decolpevolizzare le proprie risposte di sopravvivenza, comprendendo che i loro meccanismi di coping sono stati un tempo necessari, ma oggi possono evolvere; –passare dal silenziamento di sé all’espressione di sé, in particolare in contesti interculturali di gruppo in cui identità e voce personale si incontrano; –costruire connessioni interculturali significative, radicate nell’onestà emotiva e nella crescita condivisa; –progettare azioni locali di supporto tra pari da realizzare dopo il rientro nei rispettivi Paesi. Gli obiettivi del nostro progetto erano aiutare i giovani a: –approfondire la consapevolezza degli stili di attaccamento e il riconoscimento dei comportamenti disfunzionali, fornendo strumenti per identificare schemi relazionali poco sani e coltivare comportamenti di attaccamento sicuro attraverso interventi strutturati guidati dai pari e percorsi di autoesplorazione; –rafforzare la regolazione emotiva e la tolleranza al disagio attraverso tecniche basate su evidenze, tra cui la ristrutturazione cognitiva, la riduzione dello stress basata sulla mindfulness e strategie di coping focalizzate sulle emozioni, al fine di consolidare la stabilità relazionale e la resilienza emotiva; –costruire una rete ampia e sostenibile di supporto tra pari nei Paesi partecipanti attraverso gruppi di sostegno, creando spazi sicuri per discussioni aperte sulla salute mentale e garantendo supporto emotivo a lungo termine e un coinvolgimento giovanile inclusivo; –promuovere la partecipazione democratica e la leadership giovanile, fornendo ai giovani socialmente isolati e colpiti dalla solitudine la fiducia, le competenze e le opportunità necessarie per impegnarsi attivamente nelle proprie comunità, assumere ruoli di leadership e contribuire a iniziative sociali e civiche; –migliorare le relazioni interpersonali e familiari, sviluppando competenze di comunicazione sicura, strategie di definizione dei confini personali e interventi orientati alla costruzione della fiducia, al fine di creare dinamiche familiari più sane e ridurre i conflitti relazionali.